Home 108 Magazine In data odierna, gli operatori della Polizia di Stato di Messina hanno...

In data odierna, gli operatori della Polizia di Stato di Messina hanno dato esecuzione al decreto di sequestro patrimoniale emesso, ai sensi del Codice Antimafia, dai membri della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Messina, avente ad oggetto beni immobili, per un valore complessivamente stimato di quasi 1 milione di euro, riconducibili a due fratelli, dimoranti ad Oliveri (ME), uno dei quali, fino al recente passato, dirigente dell’Ufficio Tecnico dello stesso comune, l’altro, ingegnere e libero professionista [Video]

IL PROVVEDIMENTO È IL RISULTATO DI CONGIUNTE E ARTICOLATE ATTIVITÀ INVESTIGATIVE SVOLTE DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA–DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI MESSINA E DALLA DIVISIONE ANTICRIMINE DELLA QUESTURA DI MESSINA, TESE ALLA RICOSTRUZIONE DEGLI ILLECITI ARRICCHIMENTI PATRIMONIALI CONSEGUENTI ALLE CONDOTTE DI ENTRAMBI I SOGGETTI

85

In data odierna, gli operatori della Polizia di Stato di Messina hanno dato esecuzione al decreto di sequestro patrimoniale emesso, ai sensi del Codice Antimafia, dai membri della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Messina, avente ad oggetto beni immobili, per un valore complessivamente stimato di quasi 1 milione di euro, riconducibili a due fratelli, dimoranti ad Oliveri (ME), uno dei quali, fino al recente passato, dirigente dell’Ufficio Tecnico dello stesso comune, l’altro, ingegnere e libero professionista. Il provvedimento è il risultato di congiunte e articolate attività investigative svolte dalla Procura della Repubblica–Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e dalla Divisione Anticrimine della Questura di Messina, tese alla ricostruzione degli illeciti arricchimenti patrimoniali conseguenti alle condotte di entrambi i soggetti.

In particolare, si è presa di mira la condotta del germano (che, ricoprendo la pubblica funzione di responsabile dell’area tecnica dei comuni di Mazzarrà Sant’Andrea e di Oliveri, aveva, abusando dei poteri correlati all’incarico ricoperto, nell’arco temporale dal 2000 al 2012, in cambio di benefici di vario genere, asservito la medesima pubblica funzione al rafforzamento e all’operatività della consorteria mafiosa c.d. dei “barcellonesi”, riconducibile a “Cosa Nostra” ed attiva, specialmente, nel settore degli appalti per l’aggiudicazione di significative opere pubbliche nella provincia di Messina e zone limitrofe), secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe sistematicamente pilotato gare d’appalto e segnalato imprenditori da sottoporre a estorsione, mettendo la funzione pubblica al servizio dell’organizzazione criminale.

Le indagini si sono avvalse anche delle risultanze del procedimento noto come “Gotha 3”, nell’ambito del quale l’ex dirigente era stato condannato in via definitiva a cinque anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Arrestato nel 2020, era stato scarcerato nel 2023 per fine pena. L’inchiesta aveva ricostruito un vasto sistema di appalti truccati ed estorsioni nella fascia tirrenica messinese, evidenziando i collegamenti tra le organizzazioni mafiose di Messina, Catania e Palermo. Secondo gli inquirenti, l’ex responsabile dell’Ufficio Tecnico avrebbe inoltre condizionato l’attività amministrativa approvando o favorendo provvedimenti urbanistici ed edilizi illegittimi a beneficio del fratello ingegnere, in un evidente conflitto di interessi, consentendo così il conseguimento di ingenti profitti illeciti.

Anche dopo la scarcerazione, tra il 2014 e il 2016, l’uomo avrebbe continuato a esercitare indebite influenze in favore degli interessi familiari e avrebbe persino tentato di ostacolare il proprio licenziamento definitivo conseguente alla condanna. Parallelamente, specifiche indagini patrimoniali hanno riguardato il fratello libero professionista. Pur in assenza di una sentenza di condanna, il Tribunale ha ritenuto sussistente una pericolosità sociale qualificata, evidenziando come imprenditori interessati a operazioni edilizie sarebbero stati costretti ad affidargli incarichi di progettazione, pena l’ostruzionismo amministrativo da parte del fratello dirigente. L’ingegnere avrebbe inoltre imposto le ditte fornitrici dei materiali per la realizzazione delle opere.

Le investigazioni hanno fatto emergere condotte sistematiche protrattesi nel tempo: esercizio abusivo del credito, partecipazioni occulte in società coinvolte in operazioni edilizie illegittime e in procedure fallimentari, nonché una capacità consolidata di condizionare l’attività amministrativa del Comune di Oliveri sin dalla metà degli anni Ottanta. È stato inoltre accertato che il professionista sarebbe stato socio occulto di due società collegate, entrambe in liquidazione, che avrebbero realizzato profitti illeciti grazie a interventi edilizi autorizzati in violazione degli strumenti urbanistici. Il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, riguarda sei unità immobiliari situate nel territorio di Oliveri, ritenute frutto di attività illecite e fittiziamente intestate a terzi. Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a circa 965 mila euro, ritenuto sproporzionato rispetto alle capacità reddituali degli intestatari formali. Nelle prossime udienze, i giudici della prevenzione saranno chiamati a decidere non solo sulla confisca definitiva dei beni, ma anche sull’eventuale applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti di entrambi i fratelli.