In occasione del tradizionale incontro con i giornalisti per lo scambio di auguri natalizi, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Messina, Colonnello Lucio Arcidiacono, ha voluto rivolgere un messaggio di ringraziamento alla stampa cittadina e tracciare un ampio bilancio dell’attività svolta dall’Arma nel corso del 2025, evidenziando risultati, criticità e prospettive future.
«La fine dell’anno è il momento giusto per fare gli auguri – ha esordito il Colonnello Arcidiacono – ma soprattutto per ringraziarvi per il lavoro che svolgete: Il vostro è un servizio difficile, complicato, ma assolutamente necessario.. l’informazione è un pilastro della nostra democrazia e i cittadini hanno il diritto di conoscere… vi ringrazio per l’attenzione che dedicate al lavoro dei Carabinieri in tutta la provincia di Messina».
Un ringraziamento sentito, dunque, a chi quotidianamente racconta il territorio, seguito dalla presentazione di alcuni dati significativi, utili a rappresentare lo sforzo costante dei militari sul campo. Nel corso del 2025, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno arrestato quasi 700 persone, effettuato oltre 4.000 denunce, controllato circa 176.000 soggetti e 130.000 veicoli. Un’attività intensa, che ha avuto anche un costo umano: 22 militari sono rimasti feriti durante i servizi di controllo del territorio.
Particolare attenzione è stata riservata al fenomeno delle truffe agli anziani, che continua a rappresentare una piaga sociale
«È un fenomeno difficile da debellare – ha spiegato Arcidiacono – ma i risultati ci dicono che l’incidenza è in diminuzione rispetto al passato».
Nel 2025 sono state arrestate 8 persone e denunciate altre 13, mentre ulteriori indagini sono tuttora in corso. Un passaggio importante dell’incontro ha riguardato anche il rafforzamento degli organici. Il Comandante ha annunciato l’arrivo complessivo di 79 nuovi militari, che andranno a potenziare le diverse compagnie della provincia, con particolare attenzione alle sedi che presentavano maggiori carenze.
«Questo rafforzamento – ha sottolineato – riguarda l’intero territorio provinciale e ci consentirà di garantire un controllo più efficace e un servizio migliore ai cittadini».
Nel ripercorrere l’anno appena trascorso, il Colonnello Arcidiacono ha ricordato alcune delle principali operazioni investigative. Tra queste, l’operazione “Puma”, “Car Wash” e “Tysandros”, avviate il 13 marzo 2025, che hanno portato all’arresto complessivo di 31 soggetti, con reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. Non sono mancati riferimenti a indagini particolarmente delicate e dolorose, come quelle relative all’omicidio della giovane studentessa Sara Campanella e del giovanissimo Giuseppe Di Dio, oltre all’omicidio del 41enne Angelo Pirri, avvenuto a Pace del Mela nel mese di luglio.
«Sono stati momenti che hanno segnato profondamente tutti noi – ha detto – ma i Carabinieri hanno dimostrato professionalità, dedizione e un impegno straordinario. Le indagini sono state condotte con la massima cura, nel rispetto del lavoro della magistratura».
Tra le operazioni di rilievo, il Comandante ha citato anche l’indagine “Feluca”, che il 13 giugno ha portato al fermo di sei soggetti ritenuti parte di un’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, attiva in tutta la Sicilia e con base nella provincia di Messina. In quell’ambito è stato anche catturato un soggetto evaso in precedenza dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. Infine, l’operazione dell’11 novembre, che ha portato all’arresto di quattro persone coinvolte in attività di caporalato.
«La tutela del lavoro e della sicurezza sui luoghi di lavoro è una priorità – ha concluso Arcidiacono – perché non si può morire di lavoro. Dietro l’illegalità si nascondono spesso mondi in cui la criminalità prolifera e realizza ingenti guadagni».
Un bilancio, quello tracciato dal Comandante Provinciale, che restituisce l’immagine di un’Arma fortemente radicata sul territorio, chiamata a operare in una provincia vasta e complessa, ma anche «stupenda», come l’ha definita lo stesso Arcidiacono.
«Nei piccoli comuni e nei centri più periferici – ha concluso – i Carabinieri sono un punto di riferimento. I nostri militari sentono profondamente questa responsabilità e lavorano ogni giorno al servizio delle persone e della comunità».

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