Testo…, tratto da… www.corriere.it.
‘Le richieste di pena sono pesantissime, con quella massima fissata a 15 anni: tutte assieme, riportano il «caso Bibbiano» — un business, secondo l’accusa, che vedeva i minori tolti a famiglie deboli e assegnati a coppie giudicate «più adatte» — sotto la luce dei riflettori… con il possibile corollario della polemica politica’.
Mezzogiorno di mercoledì 2 aprile 2025, tribunale di Reggio Emilia: l’aula è quella dei processi maggiori, dall’infiltrazione delle cosche in questo lembo di Emilia all’omicidio Saman… il pubblico ministero Valentina Salvi, titolare dell’inchiesta che già dalle prime misure cautelari del maggio 2019 sconvolse l’Italia, scandisce le richieste che concludono una requisitoria fiume di otto udienze… ma prima, mentre accanto a lei siede il procuratore Gaetano Paci, ricorda come nelle terapie sui piccoli venisse usato il Neurotek, macchinetta elettrica che serviva per «rievocare» abusi, da parte dei genitori naturali, mai avvenuti però secondo il pm, e che funzionava sistemando dei cavi su polsi e caviglie.
Dei 29 indagati iniziali, dopo patteggiamenti e un paio di assoluzioni, gli imputati sono adesso 14. Tra loro, Federica Anghinolfi, l’ex responsabile dei servizi sociali dell’Unione comunale della Val d’Enza e «dominus», secondo la Procura, dell’intero «caso Bibbiano». L’elenco dei reati per cui è stata chiesta la condanna è piuttosto lungo, falso, frode processuale, inganno, truffa, violenza privata, calunnia e lesioni personali. Per lei, le pene invocate sono di 11 anni e 6 mesi e 3 anni e 6 mesi, in tutto 15 anni. Più o meno per gli stessi addebiti, è di 8 anni e 3 mesi la pena richiesta per la psicoterapeuta Nadia Bolognini, ex moglie di Claudio Foti, il celeberrimo collega, specializzato in temi dell’infanzia, definitivamente assolto dalla Cassazione che per lui ha spazzato via le accuse di abuso d’ufficio e lesioni personali.
Foti, con la sua onlus «Hansel & Gretel», assieme a Bolognini collaborava ampiamente con i servizi sociali dell’Unione Comuni della Val d’Enza e lui stesso seguiva il recupero di alcuni bimbi (nove quelli sottratti alle famiglie naturali) che avrebbero subito abusi. Che però, secondo la Procura, erano inesistenti. Per le terapie «ogni seduta di 45 minuti era pagata 135 euro», ha ricordato la pm. I bimbi erano oggetto di «lesioni psichiche» e «false relazioni» — è il caso di quelle firmate dall’assistente sociale Francesco Monopoli, per cui sono stati chiesti 11 anni — prospettavano, nei piccoli, inesistenti stati di terrore nei confronti dei genitori. L’obiettivo era sempre quello: «allontanare dalle famiglie» i minori favorendo gli affidi, in aggiunta, con rette mensili da 1.300 euro. Per le restanti undici imputate (neuropsichiatre, psicologhe, educatrici) le pene richieste vanno da uno agli otto anni. Sentenza attesa, forse, per fine maggio. Ma le difese? Oliviero Mazza, che assiste Federica Anghinolfi, parla di «pena sproporzionata e simbolica: è come se l’accusa non avesse seguito i tre anni di dibattimento».
Nel frattempo il caso potrebbe di nuovo innescare la polemica politica, come dopo gli avvisi di garanzia di sei anni fa. Sott’inchiesta finì pure il sindaco Pd di Bibbiano Andrea Carletti, accusato di abuso d’ufficio ma assolto la scorsa estate anche perché il reato è stato abrogato dal Guardasigilli Carlo Nordio.
All’avvio dell’indagine, il centrodestra si schierò «con i piccoli che non si toccano». Giorgia Meloni si fece fotografare, all’ingresso di Bibbiano, con il cartello «siamo stati i primi ad arrivare, saremo gli ultimi ad andarcene». Simili le parole che giunsero da Matteo Salvini per il quale «chi ha sbagliato sulla pelle dei bambini deve pagare il doppio». Senza contare l’allora grillino Luigi Di Maio: «Mai col partito che toglieva alle famiglie i bambini con l’elettroshock».



