L’inchiesta del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Termini Imerese, Umberto Puiatti sulla morte di Giuseppe Augliera, il 36enne messinese sottoposto a Tso, morto lo scorso 25 ottobre in condizioni da chiarire dopo un viaggio in ambulanza dall’Ospedale Papardo di Messina fino a Corleone… va avanti speditamente.
Come atto dovuto, il magistrato ha iscritto nel registro degli indagati sette persone tra medici e sanitari che si sono occupati del suo caso, tra Messina e Corleone e per il 118, ipotizzando allo stato due reati, l’omicidio colposo e la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario (per deontologia ed in ossequio all’Articolo 27 della Costituzione, tranne che in casi particolari, questo giornale ormai da anni pubblica i nomi dei medici coinvolti in casi sanitari solo dopo il primo effettivo vaglio processuale di confronto accusa-difesa, che è l’udienza preliminare, nota di redazione).
Gli avvocati Arianna Santangelo, Francesco Saccone, Giovanni Caroè e Toni Cappadona, assistono i soggetti indagati. Martedì alle 10.30 sarà conferito dal pm Puiatti, presso l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico Universitario di Palermo l’incarico ai consulenti tecnici che dovranno procedere all’autopsia e agli accertamenti clinici. Subito dopo il conferimento dell’incarico avranno inizio le operazioni peritali.
Il sostituto procuratore responsabile del Procedimento Penale, ha nominato un pool di ben cinque consulenti del Policlinico “Giaccone” di Palermo: la medico legale Ginevra Malta, il chimico-tossicologico Vincenzo Nicolì, la medico legale Vania Latino, l’anatomo-patologo Antonino Giulio Giannone e il professore di Anestesia e rianimazione Maurizio Santi Raineri.
I quesiti del pm sono moto chiari, vuole comprendere soprattutto se questa tragedia si poteva evitare: oltre alle cause della morte vuole accertare la correttezza delle scelte diagnostiche dei medici che l’hanno avuto in cura e in carico secondo le linee guida, se lo stato del paziente era compatibile con il trasporto in ambulanza, se era obbligatoria o meno la presenza di uno psichiatra a bordo dell’ambulanza. I familiari, che sono assistiti dall’avvocato Tancredi Traclò, vogliono la verità.
Giuseppe da quindici anni soffriva di schizofrenia, ma la patologia era sotto controllo perché ogni tre mesi al ragazzo veniva somministrato un farmaco. Nei giorni scorsi era stato ricoverato al Papardo ed era stato disposto un Tso. Nella mattina di sabato 25 ottobre il papà alle 14.00 ha chiamato l’ospedale di Corleone, senza avere alcuna notizia. Ha richiamato un’ora dopo e gli gli hanno comunicato che il figlio era deceduto per arresto cardiaco.
Foto: tratta… da, www.gazzettadelsud.it!



