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Oggi al Tribunale amministrativo regionale di Catania, verrà discusso il ricorso presentato da sette dipendenti comunali appartenenti al corpo della Polizia Municipale di Messina

I RICORRENTI, HANNO SCELTO DI ESSERE DIFESI DAGLI AVVOCATI GIOVANNI MARCHESE E CRISTINA BELLERONE

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Oggi al Tribunale amministrativo regionale di Catania, verrà discusso il ricorso presentato da sette dipendenti comunali appartenenti al corpo della Polizia Municipale di Messina. I ricorrenti, hanno scelto di essere difesi dagli avvocati Giovanni Marchese e Cristina Bellerone.

Gli impiegati Municipali messinesi, attraverso il loro gravame, domandano ai magistrati amministrativi etnei, di bloccare tramite l’annullamento della determina pubblicata in Gazzetta Ufficiale, il cosiddetto -concorsone- per le assunzioni di 341 soggetti da inserire (eventualmente) in diversi profili, in particolare, nella posizione relativa a cinque unità di personale della categoria D area vigilanza (Vigili Urbani).

Secondo le Parti attrici, nel Piano di fabbisogno i responsabili dell’Amministrazione guidata dal sindaco Federico Basile non hanno previsto per la copertura dei posti disponibili la prioritaria selezione concorsuale interna o comunque, in sede di concorso, una riserva dei posti del 50% per il personale interno, di fatto quindi non è stata prevista alcuna procedura di progressione di carriera.

A tutelare gli interessi dei componenti della Giunta peloritana, vi è l’avvocato amministrativista Santi Delia che come si evince dalle oltre trenta pagine di memoria difensiva depositate, in proposito riferisce: “le procedure concorsuali -potevano- e non -dovevano- prevedere il meccanismo della riserva, pertanto non esisteva alcun obbligo in capo all’Amministrazione di considerare la stessa riserva, ma solo una mera possibilità in questo caso non applicata”.