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Proprio nei mesi in cui il caso della ‘famiglia del bosco’ stava esplodendo sui media di tutta Italia, sui suoi social comparivano post di critiche nei confronti della coppia anglo-australiana cui i giudici avevano deciso di sospendere la responsabilità genitoriale

CONSULENTE TECNICA D'UFFICIO, SIMONA CECCOLI, NEI COLLOQUI CON NATHAN E CATHERINE: PAROLE CHE, SECONDO IL PERITO DI PARTE TONINO CANTELMI, AVREBBERO VIOLATO IL CODICE DEONTOLOGICO, TANTO DA SCATENARE LA REAZIONE ANCHE DELLA GARANTE PER L'INFANZIA DELL'ABRUZZO, ALESSANDRA DE FEBIS, CHE HA DISPOSTO GLI ACCERTAMENTI DEL CASO PER VERIFICARE CHE LA PSICOLOGA ABBIA RISPETTATO "PRINCIPI DI IMPARZIALITÀ, CORRETTEZZA E TRASPARENZA"

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Testo… tratto da, www.ansa.it!

Proprio nei mesi in cui il caso della ‘famiglia del bosco’ stava esplodendo sui media di tutta Italia, sui suoi social comparivano post di critiche nei confronti della coppia anglo-australiana cui i giudici avevano deciso di sospendere la responsabilità genitoriale.

Commenti e condivisioni che non sono passati inosservati agli occhi del team che sta seguendo la famiglia, tanto da scatenare una bufera sul lavoro della psicologa addetta ai test che affianca la Consulente tecnica d’ufficio, Simona Ceccoli, nei colloqui con Nathan e Catherine: parole che, secondo il perito di parte Tonino Cantelmi, avrebbero violato il codice deontologico, tanto da scatenare la reazione anche della Garante per l’infanzia dell’Abruzzo, Alessandra De Febis, che ha disposto gli accertamenti del caso per verificare che la psicologa abbia rispettato “principi di imparzialità, correttezza e trasparenza”.

“Parlerà il mio lavoro finale”, le uniche parole della diretta interessata contattata dall’ANSA. A insospettire Cantelmi, però, non sono solo i post di critiche sui social ma anche il curriculum professionale della psicologa, che lei stessa aveva fatto intendere di essere consono al ruolo svolto.

Secondo il perito, infatti, la dottoressa sarebbe iscritta all’Albo degli psicologi “da poco più di tre anni (due in meno di quanto sarebbe previsto per legge). L’articolo 4 del decreto 109 del 2023 stabilisce i requisiti di speciale competenza richiesti ai consulenti tecnici d’ufficio per operare in ambito minorile, documentabili tramite specializzazione accademica: possedere almeno cinque anni di esperienza professionale documentata o docenza universitaria”.

“A questo punto voglio verificare se anche il curriculum della Ctu (Simona Ceccoli, ndr) soddisfa questi requisiti”, aggiunge Cantelmi che comunque lancia un appello “a collaborare, con l’assistente sociale, con la psicologa dei test, con la Ctu purché si abbia davvero a cuore il bene supremo di questi bimbi. Noi – conclude lo psichiatra – offriamo collaborazione e alleanza, altrimenti non possiamo far altro che denunciare quelle che per noi sembrano incompetenze o incongruenze”.

Tra famiglia, psicologi e assistenti sociali, ormai, è una vera e propria battaglia, fatta di scambi di accuse e richieste ufficiali di revoche da parte dei legali, sempre respinte. Per la Garante l’episodio dei post sui social è un “fatto di estrema gravità” che avrebbe disatteso il requisito fondamentale dell’imparzialità che deve caratterizzare ogni valutazione tecnica in un ambito così delicato”. Parole importanti che arrivano a due settimane dall’atteso colloquio psicologico cui saranno sottoposti i tre bambini della coppia, così come disposto dal Tribunale dei Minori, nelle giornate del 6 e 7 marzo prossimi.