Testo…, tratto da… www.gazzettadelsud.it!
Si è chiusa con due rinvii a giudizio decisi dalla gup Monia De Francesco l’udienza preliminare scaturita dall’inchiesta sulla morte di Agata Rinciari, la commercialista molto conosciuta e stimata in città, deceduta a 68 anni, il 10 agosto del 2022 al Policlinico di Messina dove era ricoverata da quasi un mese, dopo un intervento alla colecisti.
La gup ha accolto la richiesta formulata in aula dalla pm Anita Siliotti: la data d’inizio del processo è stata fissata per il 10 gennaio 2025. L’inchiesta, con l’ipotesi di omicidio colposo, avviata a seguito di una denuncia presentata dal fratello e dalla sorella della professionista, era sfociata nei mesi scorsi nella richiesta di rinvio a giudizio, depositata dal sostituto procuratore Roberto Conte, nei confronti di due medici del Policlinico che ebbero in cura la donna. Si tratta delle dottoresse Cristina Damiano e Grazia Leonelli, entrambe operatrici nel reparto di Chirurghia (questo giornale, per consuetudine deontologica, tranne che in casi particolari, ormai da anni pubblica i nomi dei medici coinvolti in casi sanitari solo dopo il primo effettivo vaglio processuale di confronto accusa-difesa, che è l’udienza preliminare, n.d.r.).
Le due dottoresse sono state assistite dagli avvocati Francesco Euticchio e Paolo Sciglitano. Come parti civili nel procedimento i familiari della professionista, che sono stati rappresentati dall’avvocato Pietro Luccisano, il quale ha citato come responsabile civile il Policlinico, che è stato invece rappresentato dall’avvocato David Bongiovanni.



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