Si è concluso con l’assoluzione il processo tenutosi al Tribunale nei confronti dell’ex sindaco di Messina Renato Accorinti, dell’ex presidente dell’Amam Leonardo Termini e del dirigente comunale Antonio Amato che dovevano rispondere di inquinamento ambientale.
L’inchiesta è quella che a dicembre 2016 portò al sequestro di nove scarichi a mare di diversi torrenti cittadini nei quali si sarebbero riversati dei liquidi fognari. Adesso la vicenda giudiziaria si è conclusa con l’assoluzione per tutti gli imputati disposta dal giudice monocratico Alfio Impellizzeri che ha accolto le tesi della difesa che è stata rappresentata dagli avvocati Carmelo Picciotto, Fabio Repici, Alessandra De Luca, Felice Di Bortolo e Giovanna Saija.
Le dichiarazioni dell’avvocato Fabio Repici durante l’udienza di questo pomeriggio… tratte da www.stampalibera.it
“Non si sarebbe dovuto fare neanche il processo, lo dice la relazione…”, ha sostenuto il legale durante l’arringa.
“C’è una questione che non so se definire giuridica o morale. Se la situazione era incancrenita dagli anni sessanta e settanta, com’è che un giorno ci si sveglia e si esercita l’azione penale? Perché ci sono il sindaco Accorinti e il presidente Termini? Prima dell’elezione del sindaco Accorinti c’era il mare della costa Smeralda alla foce dei torrenti? Ovvio che no! C’erano stati diversi sindaci e commissari e l’azione penale si esercita appena arriva un sindaco fuori dai giochi che nomina un nuovo presidente dell’Amam. Come si fa a sostenere che l’ex presidente Termini, con la sua condotta omissiva, abbia “cagionato un deterioramento significativo e misurabile”?
“Come facciamo a dire che prima la situazione fosse migliore e fosse peggiorata con una condotta omissiva della gestione Termini? E’ proprio l’esatto contrario. Risulta chiaro anche dalla relazione della dottoressa Faraci. Termini ha fatto quello che ha potuto fino all’aprile del 2018, quando è andato via. Oggi la situazione è addirittura peggiorata”.
E poi l’affondo finale: “Il sindaco Accorinti è stato eletto in una situazione disastrosa della città, ma siccome era entrato con le mani pulite ed era uscito con le mani pulite, la stessa cosa vale per Termini, bisognava trovare per forza qualcosa. Che cosa? Il disastro ambientale. Naturalmente portato, assieme alla cavallette, nel giugno del 2013 quando fu eletto il sindaco dalle mani pulite (il contratto di servizio viene stipulato ad agosto 2016, la polizia giudiziaria fa i verbali di prelievo e campionamento venti giorni dopo… in venti giorni le foci dei torrenti dovevano essere rese immacolate?). Arriva quel sindaco, nomina un presidente, non fanno il miracolo, a questo signor giudice non sono riusciti… ed è per questo che chiedo l’assoluzione”.



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