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Sul caso di Denise Pipitone, vi è la nuova rivelazione dell’ex pm della Procura della Repubblica di Marsala la dottoressa Maria Angioni che attualmente è giudice del tribunale Civile a Cagliari e si trova in veste di imputata presso l’Ufficio giudiziario siciliano

“NEI TABULATI TELEFONICI EMERGONO STRANEZZE”

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Al momento per i giudici della Procura della Repubblica di Marsala l’inchiesta sulla scomparsa di Denise Pipitone è ad un binario morto, dopo l’ultima archiviazione decisa dal tribunale. Ma questo non significa che manchino le novità al riguardo.

Le ultime stanno arrivando tutte dal processo che si sta celebrando sempre alla corte di Marsala e nel quale è imputata l’ex pm Maria Angioni che all’epoca seguì per alcuni mesi l’inchiesta. La sua posizione invece non è stata archiviata e quindi il dibattimento sta andando avanti, non senza sorprese.

Alla fine dell’ultima udienza (celebratasi il 14 febbraio) che è stata aggiornata al prossimo 25 marzo perché mancavano i testimoni citati, la Angioni ha incontrato i cronisti locali. E come riferisce il portale BlogSiciia.it, ha messo l’accento ancora una volta su quello che non la convince e che continua a sembrarle strano.

Mentre proseguono le indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone, la bimba scomparsa nel nulla il 1° settembre del 2004, emergono nuovi dettagli che potrebbero contribuire a far luce su alcuni dettagli della vicenda che, a distanza di 18 anni, restano ancora avvolti nel mistero. Maria Angioni, l’ex pubblico ministero che ha lavorato alle fasi iniziali del caso, attualmente sotto processo a Marsala per false informazioni al pm, ha rilasciato alcune dichiarazioni interessanti.

La dottoressa ha sempre continuato, per conto proprio, a indagare e far luce sul caso, pure quando le operazioni sono passate in mano ad altri pm. Molte persone, in questi anni, si sono rivolte a lei con informazioni più o meno veritiere, soffiate o possibili ricostruzioni. L’ultima riguarda un particolare edificio verde.

“Alla persona che mi ha parlato di un grande edificio verde, un magazzino, vicino al mare, a Mazara del Vallo, che potrebbe avere avuto a che fare con la scomparsa di Denise Pipitone, ho detto: ‘vada alla stazione dei carabinieri o al commissariato di polizia di riferimento e dica quello che ha raccontato a me’“, ha raccontato la dottoressa Angioni.

Ha poi aggiunto la Angioni: “a tutti quelli che mi riferiscono qualcosa io dico sempre…, prendetevi le vostre responsabilità e andate dalle forze dell’ordine competenti. Poi, saranno loro a valutare se si tratta di elementi meritevoli di approfondimento, oppure no“.

A distanza di anni, scoprendo nuovi particolari, anche alcune vecchie informazioni potrebbero essere viste sotto una nuova luce.

“Su questo edificio verde, di cui non avevo alcun ricordo, ho fatto un post per capire se quello che mi è stato detto ha un minimo di riferimento o è completamente inventato. – spiega la Angioni – Soprattutto nei miei vecchi appunti e ricordi, ma anche negli atti del processo che ho letto quando sono stata autorizzata, ci sono tante cose. Molte potrebbero essere completamente inutili, ma quando si inizia a fare un ragionamento nuovo può capitare che alcuni elementi che prima nessuno aveva mai preso veramente in considerazione, esattamente i tabulati di tutti quelli che erano lì, consentano di mettere a fuoco un quadro complessivo dal quale potrebbero emergere altri spunti investigativi“.

In conclusione, un riferimento ai tabulati, quella che la stessa Angioni definisce “un’esca” da cogliere per indirizzare le indagini nella maniera più corretta: “dai tabulati emergono delle stranezze. È mancato un lavoro di polizia giudiziaria, e non del pm, che poi valuta. Le indagini sono nate dirottate verso determinate persone. Io adesso spero che qualcuno colga l’esca e vada a guardare i tabulati“.

La foto…, che ritrae la dottoressa Maria Angioni è di proprietà di Rosalba Pipitone… giornalista del Giornale di Sicilia.