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‘Tutta la verità, nient’altro che la verità. Forse… Lo Speciale ITV. Il direttore Franco Genzale intervista l’ex sindaco di Avellino Gianluca Festa. Il tema… la crisi al comune capoluogo’ [Video]

LO HANNO SCRITTO LO SCORSO 30 DICEMBRE 2024, SUL CANALE… WWW.YOUTUBE.COM DELL'EMITTENTE TELEVISIVA CAMPANA 'IRPINIA TV'

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‘Tutta la verità, nient’altro che la verità. Forse… Lo Speciale ITV. Il direttore Franco Genzale intervista l’ex sindaco di Avellino Gianluca Festa. Il tema… la crisi al comune capoluogo’. Lo hanno scritto lo scorso 30 dicembre 2024, sul Canale… www.youtube.com dell’emittente Televisiva campana ‘Irpinia TV’.

Nella sopracitata circostanza, coincidente con il descritto ‘colloquio giornalistico’ l’ex primo cittadino di Avellino Gianluca Festa ha attaccato i magistrati… Domenico Airoma (procuratore capo della Procura della Repubblica di Avellino), Vincenzo Toscano (pubblico ministero della Procura della Repubblica di Avellino) e Giulio Argenio (giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino) esercitanti l’Azione Penale contro di lui sfociata in un Ordine di carcerazione eseguito lo scorso 18 aprile 2024.

Le accuse a Festa emerse il giorno del suo arresto: soldi ai privati e concorsi truccati ad Avellino
Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino, sono partite nel settembre 2023. Diversi i reati contestati agli indagati dalla Procura di Avellino: tentata induzione indebita, corruzione per l’esercizio della funzione, rilevazione di segreto d’ufficio aggravata, falso in atto pubblico e depistaggio.

Festa, secondo le ricostruzioni, si sarebbe reso responsabile di tentata induzione indebita facendo numerose sollecitazioni ad operatori economici (legati all’Ente da rapporti contrattuali) affinché sponsorizzassero dei privati. L’accusa di corruzione, invece, riguarda le utilità economiche che sarebbero state riconosciute, sempre su richiesta del Sindaco e sotto forma di finanziamento al privato, al titolare di un punto vendita di una catena della ristorazione (anche lui tra gli indagati), in cambio di favori afferenti l’esercizio delle funzioni di primo cittadino.

La contestazione di rivelazione di segreto d’Ufficio, si legge ancora nella nota diffusa dalla Procura di Avellino, è relativa a due concorsi che si sono tenuti presso il Comune di Avellino per l’assunzione di 10 istruttori di vigilanza e di 3 funzionari tecnici categoria D1: gli indagati, ricostruiscono gli inquirenti, avrebbero fatto avere le domande d’esame a candidati che avevano selezionato come futuri vincitori. Con questo sistema l’architetto Fabio Guerriero, in virtù del rapporto privilegiato col sindaco Festa e con la dirigente Smiraglia, sarebbe riuscito a favorire una collaboratrice del suo studio professionale.

I reati di peculato e depistaggio contestati a Festa riguardano, infine, la sottrazione di un computer che era stato a lui destinato e usato presso il suo ufficio in Comune: per il giudice che ha emesso la misura il pc era stato fatto sparire per avere una utilità personale e per sviare le indagini, e poche ore dopo c’era stata una “bonifica” con personale specializzato negli stessi uffici alla ricerca di microspie.

Le accuse contro Festa smontate dai magistrati della Cassazione
Inchiesta Dolce Vita: le intercettazioni non sono state annullate, e i motivi del ricorso sono stati giudicati inammissibili poiché generici e riferiti a una valutazione di merito. Tuttavia, la Corte di Cassazione, Sezione Penale VI, presieduta da Gaetano De Amicis con relatrice Ersilia Calvanese, ha disposto l’annullamento senza rinvio per le ipotesi di reato di depistaggio, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, induzione indebita e rivelazione del segreto d’ufficio.

Le sentenze fanno riferimento alla decisione presa il 18 settembre scorso nei confronti dell’ex sindaco Gianluca Festa. I giudici hanno rigettato, ritenendoli in parte inammissibili, i motivi legati alle intercettazioni. Sono stati invece accolti alcuni dei motivi presentati dai difensori, Luigi Petrillo e Dario Vannetiello, in particolare quelli relativi ai reati di depistaggio (il peculato non era oggetto di ricorso) e alla rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del concorso per i Vigili Urbani.

I supremi giudici hanno stabilito punti chiave che incidono profondamente sulle accuse mosse contro Festa, escludendo alcuni dei reati più gravi come il depistaggio, appunto, ma anche le presunte corruzioni legate all’evento Eurochocolate. Inoltre, la Corte ha affermato che l’ex sindaco di Avellino non avrebbe dovuto essere arrestato, né nella prima né nella seconda inchiesta a suo carico, poiché non vi era alcun rischio di reiterazione del reato né di inquinamento delle prove.

Informazioni:

  • Le dichiarazioni riportate nel sottostante Video, sono addebitabili solo a chi le ha rilasciate… sotto la propria responsabilità;
  • Video: tratto dal Canale di www.youtube.com di ITV (‘Irpinia TV’).