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‘Un grande esempio di solidarietà e cooperazione internazionale arriva dal Camerun, dove il Progetto “Cuori Ribelli”, promosso in partnership con l’Asp 5 di Messina e l’Associazione “Una voce per Padre Pio Onlus”, ha garantito cure cardiologiche gratuite a 20 bambini affetti da gravi cardiopatie congenite’

A DIRLO IN UNA NOTA ODIERNA È IL DOTT. SALVATORE MARIA ANTONIO AGATI, CAPO MISSIONE IN CAMERUN

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‘Un grande esempio di solidarietà e cooperazione internazionale arriva dal Camerun, dove il Progetto “Cuori Ribelli”, promosso in partnership con l’Asp 5 di Messina e l’Associazione “Una voce per Padre Pio Onlus”, ha garantito cure cardiologiche gratuite a 20 bambini affetti da gravi cardiopatie congenite’. A dirlo in una nota odierna è il dott. Salvatore Maria Antonio Agati, Capo Missione in Camerun.

“Il Progetto “Cuori Ribelli” – prosegue Agati – aveva come obiettivo principale quello di garantire l’accesso a cure cardiologiche gratuite per pazienti provenienti da fasce sociali svantaggiate, che altrimenti non potrebbero ricevere trattamenti adeguati. Tra le principali attività, il Progetto prevedeva interventi cardiochirurgici gratuiti in Camerun, creando le condizioni necessarie per offrire interventi cardiochirurgici salvavita, dando così un’opportunità di cura a chi ne è privo, contribuendo a ridurre le disuguaglianze nel sistema sanitario. Abbiamo anche organizzato il trasferimento in Italia dei pazienti con condizioni cardiologiche più gravi, per consentire loro di ricevere trattamenti avanzati e chirurgia complessa, che non sono disponibili nel loro paese di origine. Infine, abbiamo lavorato al potenziamento delle competenze locali: un aspetto fondamentale del progetto è l’investimento nella formazione del personale medico e sanitario locale, con l’obiettivo di accrescere la capacità di eseguire interventi di Cardiochirurgia pediatrica in Camerun. Ciò non solo migliorerà la qualità delle cure immediate, ma contribuirà anche a formare una rete locale di specialisti, garantendo continuità e sostenibilità nel lungo periodo.

“In ospedale in Camerun – prosegue Agati – in quest’ultima missione abbiamo utilizzato un modulo di ICU con sette letti monitorati (quattro dotati di ventilatore), una sala operatoria e un reparto di degenza ordinaria pre e postoperatoria di 14 letti. Abbiamo effettuato uno screening cardiologico di secondo livello su 60 pazienti, arruolando i pazienti in una lista operatoria per interventi da eseguire in Camerun e in una lista di pazienti da trattare in Italia per interventi più complessi. La missione, suddivisa in due comparti, ci ha permesso di eseguire interventi caratterizzati dal fatto che tutti i pazienti operati presentavano una cardiopatia congenita in ‘storia naturale’. Questo aspetto è fondamentale poiché i bambini presentano delle caratteristiche anatomiche del cuore e un grado di coinvolgimento dell’intera struttura corporea peculiare. Pertanto, anche eseguire una ‘semplice’ chiusura di un dotto arterioso di Botallo rappresenta un elevatissimo rischio connesso alla dimensione del dotto e al grado di danno al circolo polmonare e all’intero sviluppo corporeo del bambino. La stessa considerazione si può estendere al trattamento della tetralogia di Fallot, che si accompagna a cianosi moderato-severa di tutti gli organi e apparati, fino alla risoluzione chirurgica consigliata tra i 4 e i 6 mesi di vita, ma molti dei pazienti operati a Yaoundé avevano un’età superiore ai tre anni. Tutte le sessioni chirurgiche sono state condivise (diagnosi, indicazione, timing, tecniche di anestesia e rianimazione, procedure chirurgiche e gestione della circolazione extracorporea) con il personale sanitario locale”.

Il Progetto, reso possibile grazie al sostegno del direttore generale dell’Asp Messina, Giuseppe Cuccì, del direttore amministrativo Giancarlo Niutta e del direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi, ha rappresentato un’azione concreta di medicina umanitaria, portando avanti una visione che integra le missioni nei paesi in via di sviluppo con le attività del Centro di Cardiochirurgia Pediatrica del Mediterraneo (Ccpm). Grazie a questa sinergia, sono stati eseguiti interventi di emodinamica interventistica e Cardiochirurgia Pediatrica, salvando la vita a bambini che altrimenti non avrebbero avuto accesso a cure specialistiche.

Dicono Cucci, Niutta e Trimarchi: “Siamo orgogliosi del lavoro svolto dal team Cardiochirurgia Pediatrica, che rappresenta un esempio di solidarietà e impegno umano. La collaborazione tra i professionisti italiani e il personale locale non solo ha portato a risultati straordinari per i bambini trattati, ma ha anche gettato le basi per un futuro migliore nel campo delle cure cardiologiche in Camerun. Continueremo a supportare iniziative che mirano a ridurre le disuguaglianze sanitarie e a garantire cure di qualità a tutti, senza distinzione di sorta. Riteniamo che questo Progetto possa avere un impatto duraturo e contribuire al progresso del sistema sanitario locale”.

Fondamentale il contributo dell’Associazione “Una Voce per Padre Pio”, presieduta da Enzo Palumbo, che da anni è in prima linea nell’assistenza sanitaria nei territori più fragili dell’Africa centrale. La missione medica italiana, guidata dal cardiochirurgo Sasha Agati, ha visto impegnate diverse figure professionali: il cardiologo pediatrico Paolo Guccione, i perfusionisti Danilo Zuccaro e Giulio Papotto, la cardiologa Rita Calaciura, la neonatologa Diana Sutera, gli strumentisti Emanuela Curcio e Angelo Sanzone, l’infermiera Marilisa Gitto e il reporter Matteo Arrigo.