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‘Una serata speciale all’insegna della simpatia, dell’allegria, della spensieratezza, ma soprattutto della fraternità, dell’amicizia, della condivisione, della speranza, della gratitudine per la vita e per un Dio che tutti unisce, anche se sotto confessioni religiose e denominazioni diverse’

QUESTE LE PECULIARITÀ DELLA FESTA VISSUTA LUNEDÌ 30 DICEMBRE DAI VOLONTARI DEL GRUPPO “PADRE NOSTRO … PADRE DI TUTTI” E DAI RAGAZZI MIGRANTI MINORI NON ACCOMPAGNATI (NAI), OSPITATI PRESSO “CASA NOEMI”, UNA STRUTTURA RICETTIVA DI SECONDA ACCOGLIENZA GESTITA CON TANTO AMORE DALLE SUORE “FIGLIE DEL DIVINO ZELO” DI FARO SUPERIORE, IN MESSINA

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‘Una serata speciale all’insegna della simpatia, dell’allegria, della spensieratezza, ma soprattutto della fraternità, dell’amicizia, della condivisione, della speranza, della gratitudine per la vita e per un Dio che tutti unisce, anche se sotto confessioni religiose e denominazioni diverse’. Queste le peculiarità della festa vissuta lunedì 30 dicembre dai volontari del Gruppo “Padre nostro … Padre di tutti” e dai ragazzi migranti minori non accompagnati (NAI), ospitati presso “Casa Noemi”, una struttura ricettiva di seconda accoglienza gestita con tanto amore dalle Suore “Figlie del Divino Zelo” di Faro Superiore, in Messina.

Il consueto incontro del periodo natalizio organizzato con tanto affetto dal Gruppo “Padre nostro … Padre di tutti”, ha visto due Comunità coese, radunate attorno ad un tavolo per giocare a tombola e per cenare con squisite pietanze preparate dai volontari, ma soprattutto unite per celebrare la gioia dell’incontro, la gioia di rendere felice chi si trova accanto, facendolo sentire importante e amato, ascoltandolo, guardandolo in viso per scrutarne le emozioni del volto, i sentimenti del cuore, donandogli opportunità di svago e di espressione, col canto, col gioco, con la preghiera.

Tanti sorrisi, anche grazie ad un simpatico Babbo Natale che, con la sua affabilità, ha elargito doni e caramelle e tante foto per immortalare un momento di festa, fortemente desiderato. Così, allegramente e semplicemente, anche attraverso la convivialità, la condivisione di dialoghi, sguardi e gesti, ciascuno, in pieno clima Giubilare, si è sentito “pellegrino di speranza” e ha fatto del proprio meglio per consolidare i legami instaurati negli anni ed essere operatore di pace e di bene.

Col trascorrere del tempo, l’atmosfera si percepiva sempre più familiare, si respirava aria di casa, di benessere, di armonia; giunti al momento del commiato, prima degli abbracci e degli arrivederci si è dato spazio ai reciproci ringraziamenti: allora, sia in italiano che in arabo, non è mancato il rendimento di grazie a Dio per l’indimenticabile pomeriggio di festa.

Spontaneamente, dal cuore di un giovane musulmano sono sgorgate con commozione parole di gratitudine per le Suore che accolgono, educano e si prendono cura, per il Gruppo “Padre nostro … Padre di tutti” che ha allietato la Casa e soprattutto per il dono grande della vita, che apre sempre porte di speranza, di luce, di amore, se ci si comporta bene e si aiuta sinceramente il prossimo.