Testo…, tratto da… www.larena.it!
Undici giorni lontano da casa, ma il 25 luglio 2023 di pomeriggio Luca ha riabbracciato la famiglia in cui è cresciuto: «Non riesco a parlare dalla gioia», diceva commossa Maria (questo, come quello di Luca, è un nome inventato a tutela del bimbo), mamma affidataria del piccolo, «nel riabbracciarlo per lui è come se non fosse passato nemmeno un giorno, è incredibile e bellissimo».
La situazione
Quanto durerà il ritorno non è dato sapere, ma di sicuro «la decisione è maturata dopo l’incontro di lunedì tra coppia affidataria, sociale, tutor che segue la coppia, io che ne tutelo gli interessi, tutore del piccolo e avvocato del Comune di residenza.
Sono tante le anomalie e i problemi sul tavolo», dichiarava ieri l’avvocato Barbara Beozzo, «e voglio augurarmi che la decisione possa costituire una sorta di reset per riprendere in mano tutto con modalità diverse e rispettose, in primis, dei diritti di Luca, e tra tutti quello alla continuità affettiva».
I fatti
Per capire cos’è successo è necessario sintetizzare l’antefatto: Luca ha quasi 3 anni e dall’età di 7 mesi è stato accolto in affido familiare da una coppia (già con un figlio naturale) che abita nell’Est Veronese: la coppia, dopo averne avuto notizia e indicazione dal Tribunale dei minorenni di Venezia, ha presentato istanza di adozione del bambino per il quale era stata avviata la dichiarazione di adottabilità.
Se per un verso l’udienza è stata fissata al 2 ottobre, anche per consentire la verifica dell’idoneità adottiva degli affidatari, dall’altro il Tribunale ha disposto incontri tra Luca e una seconda coppia aspirante all’adozione. Dopo una decina di incontri, per il bambino è stato deciso il trasferimento nella casa della seconda coppia inizialmente per quattro notti ma poi Luca non è più tornato dagli affidatari e, tolte alcune videochiamate, non ci sono stati più contatti né decisioni che lo riguardassero.
L’epilogo temporaneo
«Dopo alcune variazioni di programma e organizzative ci si è ritrovati lunedì. In quella sede era stato concordato l’avvio di un percorso di valutazione psicologica per il piccolo, e oggi (ieri per chi legge, ndr), nel ribadire questo bisogno fino al punto di prevedere un percorso ad hoc per lui, si è riconosciuto come il bisogno di Luca fosse tornare. Questa vicenda», considera l’avvocato Beozzo, «non è ancora finita ma voglio augurarmi che questo passaggio rappresenti un nuovo e corretto inizio. Solo adesso è pensabile di procedere alla valutazione dell’idoneità degli affidatari all’adozione. Attendiamo ulteriori indicazioni ma mi auguro, nell’interesse di Luca, che fino a quando non sarà completata la valutazione di quella che per più di due anni è stata la sua famiglia non si vada oltre».
«Voglio dire grazie a tutti quelli che hanno voluto dare voce a Luca fino a riuscire a farla sentire in modo fortissimo», dice mamma Maria, «Luca è stato ed è figlio di tutti. Credo che per un bambino sentirsi figlio di tutti sia la cosa più bella in assoluto e dovrebbe essere così per tutti i bambini. Sono loro il nostro futuro».


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