Dopo la spasmodica attività messa in atto dal sindaco di Messina Cateno De Luca, quando il 7 dicembre decise di far licenziare dal Consisglio d’Amministrazione il direttore generale della MessinaServizi Bene Comune, l’ingegnere Aldo Iacomelli sacrificato sull’altare della crisi dei rifiuti vissuta in Città a novembre e da lui individuato quale massimo responsabile dell’emergenza, nella Società di via Gagini nulla è cambiato e si vive una fase di stallo.
Non si registrano novità di rilievo sull’obiettivo prefissato, ovvero il raggiungimento del 65% di raccolta diffrenziata entro il luglio del 2019. Allo stesso tempo, non è stato approvato il Piano industriale dell’Azienda. Inoltre, la frettolosa designazione (più funzionale a far intravedere di avere subito individuato un sostituto del defenestrato ingegnere livornese, ma nei fatti inutile) del funzionario Domenico Manna dirigente del Dipartimento Arredo Urbano di Palazzo Zanca è in stand-by. La scelta, contrasta vistosamente con la normativa vigente relativa alla inconferibilità sugli incarichi, dunque per accettare la nomina in seno alla Partecipata comunale è necessario che il prescelto ingegnere Manna si ponga in aspettativa dal suo ruolo di dipendente del Comune.



