Home 108 Magazine Beppe Alfano: un omicidio di 25 anni fa, che ancora attende risposte

Beppe Alfano: un omicidio di 25 anni fa, che ancora attende risposte

I VERI ESECUTORI E LE CIRCOSTANZE CHE PORTARONO ALLA SUA MORTE, RESTANO AVVOLTI, IN UN ALONE DI MISTERO

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Articolo, scritto da Piero Genovese.

Barcellona Pozzo di Gotto, provincia di Messina che vanta circa 42000 abitanti. E’ in questo scenario che si muove la figura di Beppe Alfano che, giornalista pubblicista, lo divenne solo dopo la sua morte, avvenuta 25 anni fa e di cui, ancora oggi, non si conoscono i mandanti. Era conosciuto per scrivere sui giornali locali di mafia, politica, comitati dì’affari e massoneria. Prima della sua morte aveva iniziato un’inchiesta giornalistica riguardante un traffico d’armi che passava anche per la città dello Stretto.

“La Sicilia di Catania”, “Radio Tele Mediterranea”, “Telenews”, sono solo alcune testate ed emittenti locali con le quali Alfano collaborava. La sua colpa più grande, secondo l’organizzazione criminale e mafiosa “Cosa Nostra”, fu quella di aver contribuito alla cattura del boss catanese Nitto Santapaola, da tempo latitante proprio a Barcellona e appartenente alla “Corda Frates”, un circolo esclusivo massonico nel quale boss, mandanti di delitti, personaggi politici hanno convissuto e continuano a convivere, mentre le istituzioni, quelle di peso, stanno a guardare.

Alfano, 25 anni fa (l’8 gennaio del 1993) fu freddato da tre proiettili calibro 22 mentre nella sua Barcellona era fermo, in via Marconi, all’interno della sua Renault 9 di colore amaranto. I veri responsabili della sua morte sono ancora senza nome. Dopo lunghi processi, un solo boss locale è stato condannato, e il suo nome è Giuseppe Gullotti, indicato come mandante. I veri esecutori e le circostanze che portarono l’ordine di morte nei suoi confronti, restano ancora ignoti.