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Carla Pernice, ex studentessa del corso “Diritto e Scienza” tenuto da Francesco Bellomo, racconta in che clima ha vissuto [Audio]

QUANDO FREQUENTAVA, LA SCUOLA (DI SPECIALIZZAZIONE IN MAGISTRATURA) GESTITA DAL DESTITUITO CONSIGLIERE DI STATO

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Nonostante il Consiglio di Stato lo abbia destituito dal suo ruolo all’interno dell’organo di autogoverno della magistratura amministrativa, esprimendosi con un voto quasi unanime lo scorso 12 gennaio, il dottor Francesco Bellomo responsabile della Scuola di alta specializzazione in magistratura, denominata -Diritto e Scienza-, continua a tenere lezioni nell’ambito di questa attività.

La destituzione dei giorni scorsi, si è resa necessaria dal momento che Bellomo era solito imporre la firma di un contratto o dress code che prevedeva per chi partecipasse alla formazione, minigonne e tacchi a spillo 12. Imponeva alle ragazze come vestirsi, o come scegliere i fidanzati.

Non tutti pero’, hanno accettato questa sorta di rituale alquanto insolito, fra di essi vi è Carla Pernice 31enne ex studentessa, laureata in Giurisprudenza nel 2010, specializzata in -Diritto Civile-, con alle spalle un Dottorato di ricerca a Napoli. Carla quando il caso cosiddetto Bellomo è esploso, dopo anni di silenzio ha deciso di raccontare tutto in prima persona, lo ha fatto presentando un dettagliato esposto al Consiglio di Stato, nel quale ha raccontato che era previsto si dovesse accettare la sottoscrizione di un testo ove era scritto che si aveva l’obbligo alla fedeltà e il dover fare spionaggio, ovvero le borsiste dovevano spiarsi tra loro.

Stamane, Carla a -Storie Italiane-, il programma di Rai1 condotto da Eleonora Daniele ha riferito in merito ad una prova estesa ai frequentanti (per assegnare un voto ai partners), che: “questo test mi fù sottoposto dal dottor Nalin, nel mio caso. Il dottor Nalin era magistrato collaboratore di Bellomo e mi venne chiesto di assegnare un punteggio articolato in varie voci… potere, successo, bellezza, intelligenza, capacità d’amare e anche personalità c’era, perchè la voce era duplice. Il punteggio, ovviamente, da me conferito venne contestato. Sono molto oggettiva, all’epoca il mio fidanzato non era laureato, non potevo dare 10, tra l’altro lo conoscevo da molto poco. Ma avevo dato un giudizio equo ed oggettivo”.

“Mi venne contestato, e venne detto che il punteggio da me a lui assegnato, come corretto dal dottor Nalin era gravemente sproporzionato rispetto al punteggio che lui stesso riconosceva a me. E quindi, consigliò di lasciare il mio fidanzato. Il test, non sembrava una cosa seria, al punto che tra di noi colleghi iniziammo a scherzarci sopra facendocelo a vicenda…”.