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Condannata la giudice ex al Tribunale di Catania, Maria Fascetto Sivillo: “ma non è finita qui”

LO HANNO SCRITTO OGGI IN UNA NOTA, I COMPONENTI DELL'ASSOCIAZIONE SICILIANA CONTRIBUENTI DELLA CITTÀ ETNEA

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Condannata la giudice ex al Tribunale di Catania, Maria Fascetto Sivillo: “ma non è finita qui”. Lo hanno scritto oggi in una nota, i componenti dell’Associazione siciliana contribuenti della Città etnea.

Continuano i responsabili del sodalizio associativo: “la Fascetto Sivillo come potete leggere alla fine di questo articolo fa parte di una cricca di venditori di immobili della Sezione Fallimentare del tribunale di Catania che ha danneggiato centinaia di famiglie Innocenti facendo lievitare i costi delle procedure per poi vendere gli immobili ai suoi amici”.

“Lei non sa chi sono io, gliela farò pagare. E’ costata cara questa frase proferita dal giudice Maria Fascetto Sivillo al responsabile ennese di Riscossione Sicilia che non voleva cancellare le cartelle esattoriali a suo nome. Il magistrato che era in servizio presso la sesta sezione civile del Tribunale di Catania è stata condannata ieri a tre anni di reclusione, al risarcimento provvisionale in via immediata di 20 mila euro a favore di Riscossione Sicilia, costituitasi parte civile e, come richiesto dallo stesso Ministro della Giustizia Bonafede, anche e soprattutto alla interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e la risoluzione del contratto con il Ministero. Insomma un sostanziale e definitivo allontanamento dalla sua funzione di giudice. Una sentenza durissima quella di ieri in primo grado. La giudice Sivillo parla di “macchinazione a suo carico“, ma il tribunale è stato inflessibile accogliendo le richieste del PM Francesco Massara”.

“Il gip, nel decreto che disponeva il giudizio, sostenne che la Fascetto «abusando della sua qualità e dei suoi poteri, compiva più atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere funzionari di Riscossione Sicilia Spa alla cancellazione di procedure esecutive contro di lei intentate». Essendo «debitore esecutato», dopo l’atto di pignoramento del 27 marzo 2009 il magistato telefonava a Fabio Maria Sutera, all’epoca alla guida della sede di Enna «chiedendo quale magistrato la cancellazione della procedura». Ma lui si rifiutò”.

“Da una nota del presidente del Tribunale di Catania, del 18 ottobre 2016, si evince che sul ruolo del giudice Fascetto risultavano «molteplici procedimenti in cui era parte Riscossione Sicilia», in violazione dell’obbligo di astensione del magistrato «nel caso di rapporto di debito di una delle due parti». Il magistrato-debitrice, continuava dunque a occuparsi, in veste di giudice dell’esecuzione, di procedimenti sulla società esattoriale”.

E non solo: Fascetto «in pubblica udienza», scrive il gip , «apostrofava quali incompetenti i procuratori speciali di Riscossione Sicilia facendo loro presente di avere subite delle procedure viziate». E poi adottava «plurimi provvedimenti pregiudizievoli per la società» fra i quali «estromissioni di Riscossione Sicilia da procedure esecutive (…) adducendo la assenza di titolo esecutivo idoneo a legittimare l’intervento, nonostante in casi analoghi provvedimento dello stesso tenore fosse stato annullato dal collegio».

“Insomma, gliela faceva pagare. Cara, come nella condanna di Riscossione Sicilia: 100mila euro, dichiarando la nullità di una procedura esecutiva per impignorabilità dei beni; provvedimento poi sospeso in Appello. Per il gip «tutti comportamenti aventi il fine di ottenere la cancellazione delle procedure esecutive contro di lei intentate» ” scrive sulla “Colpevole di ingiustizia”, la pagina Facebook che tra le prime trattò il caso della Fascetto Sivillo”.

“Maria Fascetto Sivillo è stata difesa dall’avvocato Carlo Taormina. il caso della magistrato fascetto in servizio al tribunale di Catania. Eclatante è ugualmente il fatto che la stessa Fascetto per motivi effettivamente incomprensibili sia stata trasferita dalla sezione immobiliare dove ha fatto Ferro e Fuoco di immobili di aziende e di famiglie dicevo sia stata trasferita dentro lo stesso Tribunale di Catania allontanata dalla sezione immobiliare ed è inserita nella quinta sezione civile. Chiaro è che qualcuno si stia tutelando con un trasferimento ad altro incarico ma dentro lo stesso tribunale. Adesso arriva il caso dopo quello increscioso del plico con carta igienica inviato alla magistrato Fascetto dicevo Adesso arriva il caso dove la Fascetto addirittura denuncia ai Carabinieri il Ministro della Giustizia Bonafede. Ma perché questa denuncia diciamo così forse avventata fatta ai Carabinieri dal magistrato Fascetto nei confronti di un ministro della Repubblica”.

“La denuncia presentata ai Carabinieri contiene argomenti talmente pesanti che dovevano restare riservati soprattutto se espressi nei confronti di un ministro della Repubblica come il Ministro della Giustizia Bonafede, Va condannato immediatamente come diffamazione e come divulgazione di notizie riservate La fuoriuscita del contenuto della denuncia fatta dalla Fascetto ai Carabinieri in quanto Così usata rientrerebbe nella fattispecie della estorsione e della diffamazione sempre che ci sia qualche magistrato che voglia intraprendere una azione a tutela di un ministro della Repubblica”.

“Per continuare sull’argomento della magistrata Fascetto noi abbiamo un argomento relativo ad un nostro socio e non che è assistito da noi dove il signor Ossino a fronte di un debito iniziale di circa € 30.000,00 si è visto lievitare la somma ad arrivare con una serie di false perizie ed interessi usurari e anatocismo completo. dicevamo la somma di €30000 circa è lievitata in un fascicolo della sezione immobiliare nelle mani della giudice Fascetto tale somma è arrivata a € 840.000,00 ed infine tutto è stato ordito per togliere un importante e di valore appartamento alla famiglia Ossino di circa € 400.000,00 di valore dove sappiamo con certezza che tale appartamento è stato ceduto al commercialista personale del magistrato Fascetto la stessa magistrato che ha denunciato ai Carabinieri un ministro della Repubblica”.

Nella foto: “la magistrato Fascetto (da Messina Magazine)”.