Sono state molte le persone che sabato 11 maggio scorso, si sono riunite presso l’Istituto Catalfamo di Santa Lucia Sopra Contesse a Messina, per assistere all’incontro denominato “Io dico no alla violenza” avente come tema la violenza di genere, una iniziativa organizzata dalla Associazione Sportivo Dilettantistica Dragon Fire.
A spiegare quali potrebbero essere le modalità per mettere in atto una violenza, ci hanno pensato le dottoresse Adele Bonfiglio e Vittoria Rizzo evidenziando l’esistenza di vessazioni fisiche, economiche e psicologiche. Le professioniste, hanno colto l’occasione per ricordare la figura della 29enne del luogo Alessandra Musarra, morta il 7 marzo scorso.
La violenza di genere, hanno sottolineato le terapeute, potrebbe affondare le proprie radici in una relazione patologica dove sia presente una personalità manipolatoria dell’uomo che potrebbe creare inizialmente false nella donna per poi trasformnarsi in una persona violenta perchè non in grado di sostenere alcuna forma di dialogo, soprattutto quello emotivo, mettendo in pericolo così la vita altrui.
Importanti in queste situazioni, sono le denunce alle Autorità locali, ai Centri anti violenza, o numero verde nazionale 1522. L’allarme è stato lanciato anche per i casi delle violenze sui minori che nel 90% dei casi avvengono tra le mura domestiche ad opera di familiari o di persone conosciute, nel contesto di dinamiche interpersonali nelle quali la vittima ha fiducia nel suo aggressore che poi si trasforma nel suo abusante. Per un genitore, non è semplice capire se il proprio figlio abbia subito abusi, specie se a subirli sia stato un soggetto con difficoltà comunicative.
Sono presenti campanelli d’allarme, che potrebbero venire confusi con altri simili e comuni a diverse problematiche, un bambino abusato potrebbe non dare alcun segnale di sofferenza ma gli adulti di riferimento se responsabili hanno l’obbligo di denunciare i fatti alla magistratura che ha l’onere di indagare. E’ importante la comunicazione, per non fare prendere il passo al silenzio e all’indifferenza.
All’incontro, hanno partecipato: “il parroco, il dirigente scolastico della Scuola e il maestro Tempini del sodalizio sportivo organizzatore”.



