La polvere bianca aveva un percorso definito, dalla Puglia arrivava infatti a Messina tramite i pullman di linea che si imbarcavano da e per la Sicilia sulle navi traghetto della “Caronte & Tourist”.
Così da stamane, i finanzieri afferenti al Comando Provinciale della città dello Stretto stanno provvedendo all’esecuzione di un’ordinanza emessa dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Messina, dottoressa Daniela Urbani, che ha previsto 9 misure cautelari, di queste tre dispongono la custodia cautelare in carcere, le restanti sei gli arresti domiciliari. Destinatari delle misure custodiali, gli appartenenti ad un’organizzazione criminale che conduceva un redditizio traffico di sostanze stupefacenti (hashish e cocaina) che partiva dall’Albania.
L’operazione ha avuto inizio, dopo il sequestro di 5 panetti di “hashish” pari a 5 kg. di peso e 50 grammi ca. di “cocaina”, effettuato dai finanzieri (del Gruppo di Messina) agli imbarchi privati della rada san Francesco. Successivamente, le attività d’indagine poste in essere grazie al coordinamento della Procura della Repubblica di sede, hanno consentito al locale Nucleo di Polizia Tributaria di scoprire molteplici spostamenti illegali finalizzati all’approvvigionamento del narcotico, comprendendo il modo di agire di chi trafficava la merce. Tutto ciò, ha potuto far individuare una consorteria criminale operante nel comprensorio messinese.
Alla testa del gruppo, due fratelli ed una sorella (ristretti in carcere): “Giovanni Cambria (44 anni), Michele Cambria (41) e Giacoma Cambria (45)”.
A dirigere ogni cosa, la donna che ideava i viaggi illeciti tenendo personalmente i contatti con i fornitori pugliesi ed albanesi, servendosi di persone fidate che avevano il ruolo di “corrieri” e sfruttavano per i loro scopi il servizio navetta (da qui il nome convenzionale dell’operazione di polizia denominata -Shuttle-) dei pullmann di linea Puglia/Sicilia, per spostare i carichi di droga, da Bari a Messina.
La sostanza allucinogena una volta arrivata nel nostro territorio, veniva consegnata agli spacciatori locali, ai quali spettava l’onere di cederla ai consumatori. I quantitativi di stupefacente sequestrato (e quello già contrattato dagli indagati), individuati dagli investigatori se immessi sul mercato avrebbero fruttato con la vendita al dettaglio quasi 500 mila euro.
Simultaneamente, all’attuazione delle ordinanze di arresto i finanieri del Nucleo PT, hanno portato a termine varie perquisizioni. Le persone raggiunte dai provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria competente, sono 8 italiani ed un cittadino albanese.
Ai domiciliari, sono finiti: “Grazia Leo (32 anni), Domenico Papale (24), Biagio Merlino (39), Salvatore Papale (50), Giovanna Mantineo (31) e Nikol Marku (37).
A tutti gli arrestati, sono contestati i reati previsti e puniti dagli artt. 73 (traffico di stupefacenti) e 74 (associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti) del D.P.R. 309 del 1990.



