La Suprema Corte di Cassazione nei giorni scorsi, ha ribadito le conclusioni già emerse nei precedenti procedimenti di merito riguardanti l’omicidio dell’allora 37enne Dina Dore uccisa il 26 marzo del 2008. Gli ermellini, hanno comminato la pena dell’ergastolo al mandante, il marito e dentista Francesco Rocca.
L’uomo, che ha sempre professato la propria innocenza ha preferito non essere presente a Roma durante la lettura del dispositivo della Sentenza, ma è voluto rimanere nella cella del carcere di Badu ‘e Carros dove è ristretto da tempo.
Ad assisterlo in udienza, c’erano i suoi difensori, gli avvocati Marco Lai e Angelo Manconi oltre al collega cassazionista Franco Coppi, questi si sono sempre battuti affinchè fossero rigettati i provvedimenti di primo e secondo grado, ma i giudici di legittimità non hanno aderito alle loro richieste disponendo l’ergastolo. Al contrario sono stati soddisfatti per questo esito, i legali di parte civile che hanno rappresentato la famiglia vittima, ovvero, Massimo e Roberto Delogu.
Dunque, secondo le emersioni del quadro probatorio, fu Rocca a commissionare il delitto all’esecutore materiale, l’allora 17enne Pierpaolo Contu che sta scontando una condanna definitiva a 16 anni. Il professionista avrebbe assunto la sua decisione, spinto dal desiderio di volersi rifare una vita con la sua amante ed assistente di Studio, Anna Guiso, evitando di incorrere nelle pesanti conseguenze che un divorzio avrebbe comportato. Per sbarazzarsi della giovane moglie (che aveva una bambina di pochi mesi) di 37 anni, Rocca depistò le indagini tentando di allontanare i sospetti da sè, inscenando un sequestro di persona.
Cinque anni dopo il delitto, è giunta una clamorosa svolta, grazie al racconto di un supertestimone, Stefano Lai, si è appresa la verità. Lai ha rivelato agli inquirenti della Dda e della Squadra Mobile di Nuoro la confidenza fattagli da Pierpaolo Contu che gli aveva confessato di aver eseguito l’omicidio su commissione dietro il pagamento di una ricompensa in denaro, indicando Rocca quale mandante del fatto di sangue. Così il 28 febbraio del 2013 scattarono gli arresti sia del dentista che del minorenne.
Oggi intanto, nel giorno del compleanno della povera Dina, la sorella Grazia ha detto che sarà celebrata una messa in ricordo della sfortunata congiunta evidenziando: “niente torta, niente auguri, solo fiori per lei”.



