Home Cronaca Oggi alle 14, ha avuto inizio l’autopsia sulla salma di Sofiya Melnik

Oggi alle 14, ha avuto inizio l’autopsia sulla salma di Sofiya Melnik

LA 43ENNE UCRAINA, SCOMPARSA IL 15 NOVEMBRE SCORSO DA CORNUDA IN PROVINCIA DI TREVISO E RITROVATA IL 24 DICEMBRE SUL MONTE GRAPPA

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Si è svolta oggi a partire dalle ore 14, all’obitorio dell’ospedale di Treviso, l’autopsia sul corpo di Sofiya Melnik la bella 43enne ucraina, bionda e con gli occhi blu. Non sono trapelate molte indiscrezioni però, su eventuali motivi della morte e non poteva che essere altrimenti visto che è passato più di un mese dal momento della scomparsa al ritrovamento della donna, avvenuto a 23 Km da Cornuda, sul Monte Grappa in provincia di Vicenza, a Romano d’Ezzellino, la vigilia di Natale.

Nonostante questo però, le novità non mancano, gli inquirenti infatti sembrerebbero essersi orientati verso l’ipotesi di un omicidio-suicidio. Fra Daniel Pascal Albanese e Sofiya vi erano dinamiche relazionali particolari, della loro vita intima non sapeva nulla nessuno neanche i genitori e la sorella dell’uomo, ma la compagna aveva una vita molto libera.

La Melnik aveva più contatti con diversi uomini, mentre Pascal che sembrava accettare trascorreva molte ore in casa davanti al computer. Quindi, è emerso che nel tempo oltre ad Albanese altri due uomini facevano parte dell’esistenza della ragazza, un geologo 70enne emiliano e un medico radiologo (trevigiano), di quest’ultimo Sofiya si era perdutamente innamorata. Lei desiderava avere dei figli, mentre il suo convivente no. Pertanto, si era determinata nel volerlo lasciare per cambiare vita. Una decisione, comunicata due giorni prima di sparire nel nulla, presa male dal compagno.

Pascal, non lavorava da anni, era al corrente degli spostamenti della congiunta, anche perchè qualcuno doveva pur provvedere a pagare le bollette il mutuo. Una vita diventata sempre più stretta per la straniera che non amava fingere una felicità inesistente. Il luogo dove è stata rinvenuta la salma, solitamente era frequentato dai due conviventi.

Per la criminologa Roberta Sacchi (intervenuta a -La Vita in Diretta-, intervistata da Francesca Fialdini): “di solito un suicidio che segue ad una morte violenta è verosimilmente collegato. Una volta stabilità con certezza la data del decesso ed il motivo, usciranno eventualmente dalle indagini, soggetti sui quali in atto potrebbe concentrarsi l’attenzione degli inquirenti”.

Il 16 novembre scorso, a casa di Daniel Pascal, si presentarono sia il geologo che il medico credendo che chi gli aprì la porta fosse un cugino di Sofiya perchè era così che lei presentava agli altri la persona con la quale viveva da dieci anni. I tre poi, il giorno successivo furono convocati alla Caserma dei carabinieri di Montebelluna. Successivamente, il 26 novembre ad un giorno di distanza dal ritrovamento a Maser dell’auto di Sofiya, Pascal Albanese si è ucciso. Per paura? La paura che i depistaggi che forse aveva messo in atto, sarebbero potuti fuoriuscire?