Dovremmo tutti chiederci se alle volte il danno creato dalle mistificazioni, dalle parate populiste non sia maggiore dei silenzi. Il solo confondere il significato e la profonda differenza tra nonviolenza e pacifismo è un danno enorme. Una sconfitta per la comprensione e la conoscenza.
Eppure, anche un uomo come il Dalai Lama cade (coscientemente?) nei tranelli dell’opportunismo e dello sfruttamento mediatico. La sua visita a Messina non può diventare la parodia di un impegno per la libertà. Speriamo che qualcuno si renda conto di questo pericolo.



