Home Letteratura Libri “So che un giorno tornerai”, il libro di Luca Bianchini

“So che un giorno tornerai”, il libro di Luca Bianchini

UN TESTO, CHE SARÀ PRESENTATO LUNEDI' 14 GENNAIO ALLE ORE 17 PRESSO LA SALA PERRI DI PALAZZO ALVARO A REGGIO CALABRIA

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Lunedi’ 14 gennaio alle ore 17, presso la Sala Perri di Palazzo Alvaro a Reggio Calabria verra’ presentato il libro “So che un giorno tornerai”, di Luca Bianchini.

L’autore, con un pizzico di ironia e nostalgia ci prende per mano guidandoci per farci conoscere i sentimenti più nascosti in ognuno di noi, tutto questo ci condurra’ verso la scoperta che non hanno confini, -da Trieste in giù-.

“Alla fine, ognuno di noi s’innamora di chi ci guarda per un attimo e poi ci sfugge per sempre”.

Angela non ha ancora vent’anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un “jeansinaro” calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato.

Lui le ha fatto una promessa: “se sarà maschio, lo riconoscerò”.

Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: “Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata”.

I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: “uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da baby sitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l’occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato. So che un giorno tornerai è un romanzo sulla ricerca delle nostre origini, la scoperta di chi siamo e la magia degli amori che sanno aspettare”.

Parteciperanno all’evento: ” Daniela Scuncia, Marilu’ Laface, Irene Calabro’, Francesca Carla Neri e lo scrittore dell’opera”.