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“A partire da lunedì 8 il Consiglio Comunale discuterà la delibera di contestazione di decadenza del consigliere Maurizio Croce: Negli scorsi mesi si è fatto un gran parlare, sulla stampa e sui social, di ipotesi varie… dimissioni, incompatibilità, assenteismo e chi più ne ha, più ne metta… ho avuto modo in queste ore di leggere la delibera che andrà in discussione tra un giorno e sarei ipocrita se non ammettessi un evidente interesse alla sua approvazione”

A DIRLO..., IN UNA NOTA DIFFUSA IL 06 GENNAIO 2024 SUL PROPRIO PROFILO FACEBOOK È STATO L'EX CONSIGLIERE DEL 'PARTITO DEMOCRATICO' DI MESSINA, ALESSANDRO RUSSO

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“A partire da lunedì 8 il Consiglio Comunale discuterà la delibera di contestazione di decadenza del consigliere Maurizio Croce: Negli scorsi mesi si è fatto un gran parlare, sulla stampa e sui social, di ipotesi varie… dimissioni, incompatibilità, assenteismo e chi più ne ha, più ne metta… ho avuto modo in queste ore di leggere la delibera che andrà in discussione tra un giorno e sarei ipocrita se non ammettessi un evidente interesse alla sua approvazione”. A dirlo…, in una nota diffusa il 06 gennaio 2024 sul proprio Profilo Facebook è stato l’ex consigliere del ‘Partito Democratico’ di Messina, Alessandro Russo.

Russo ha aggiunto: “il perché è presto detto…, dal momento della presentazione di questa delibera si riconosce in me un diritto fondamentale di natura costituzionale a subentrare in caso di decadenza di Croce. Non è dubbio, infatti, che dalla decadenza di Croce — a seguito delle chiarissime motivazioni della sentenza del TAR di Catania sul ricorso da me proposto nello scorso ottobre 2022 — deriva il mio diritto soggettivo a subentrare in sua surroga. Il Consiglio Comunale è chiamato a votare in piena libertà e autonomia, attento a dover essere scevro da condizionamenti politici e di Partito… non è una delibera politica, come potrebbe essere una qualunque scelta amministrativa di tutti i giorni”.

Prosegue Russo: “è una delibera che attiene alla legittimità stessa della composizione dell’organo consiliare stesso, un atto di garanzia del processo democratico e come tale dovrebbe essere valutata alla luce delle sole ragioni normative che la motivano, così come proposte nel testo e come vagliate dal parere di legittimità del segretario generale del Comune, massimo organo di garanzia dell’aula e del Comune stesso. Non è questa la sede di addentrarmi in valutazioni politiche, che pure si possono e debbono fare, laddove a solo titolo di esempio si consideri che il seggio assegnato al candidato sindaco ‘miglior perdente’ è un seggio che viene riconosciuto non come concessione gratuita o un regalo di cui disporre a proprio piacimento, bensì per onorare l’esito delle urne, e quindi la rappresentanza democratica della minoranza d’aula, circostanze queste che non si sposano bene con il 99% di assenze ai lavori d’aula dal primo giorno di insediamento”.

Aggiunge Russo: “ripeto… non è questa la sede delle valutazioni politiche. Preferirei oggi affidarmi al senso di rispetto delle istituzioni e del voto democratico di chi è coinvolto direttamente nella vicenda affinché si accenda la scintilla che faccia comprendere come è impossibile e inopportuno occupare ancora in questi termini le istituzioni e gli incarichi pubblici e come è opportuno invece fare uno spontaneo passo indietro di dignità e di rispetto nei confronti della città. E’ tuttavia la sede per richiamare al senso di responsabilità il Consiglio comunale e i suoi componenti in questa votazione delicata: non lo spirito di coalizione, non lo spirito di parte, non lo spirito di partito, non l’amicizia o la vicinanza devono essere valutate in questo voto. Ma la legittimità della composizione dell’organo. Una votazione che esula da ogni ragionamento politico: la delibera è chiara e a mio parere completamente in linea con le norme vigenti, indica un’evidentissima causa di ineleggibilità sopravvenuta in capo a Maurizio Croce”.

Sottolinea Russo: “il Consiglio è chiamato a discutere e decidere solo su questo, non sulle vicinanze o sulle appartenenze. È chiamato a dire se, come scritto nella delibera, Croce, soggetto attuatore per il dissesto idrogeologico, nomina di vertice dell’amministrazione dello Stato, sia o meno ineleggibile. Del resto è intuitivo che la carica di soggetto attuatore per il dissesto idrogeologico e dunque la natura di amministrazione straordinaria statale della funzione, implica l’esercizio di poteri derogatori e speciali, rispetto all’assetto ordinario delle competenze. Basti pensare alla materia degli appalti. È proprio l’ampiezza e la natura derogatoria del potere esercitato che deve porsi come parametro di riferimento per valutare la condizione di ineleggibilità. Trattandosi di un potere molto più penetrante e incisivo di quello attribuito persino a un direttore generale di un amministrazione statale”.

Specifica Russo: “in sostanza è la natura del potere e non la mera classificazione nominalistica della funzione, che permette di cogliere la ratio delle ipotesi di ineleggibilità o incompatibilità. Nient’altro più che questo. Non valgono gli inviti, gli appelli, le pressioni, le minacce più o meno velate di conseguenze che pure sembrerebbero sentirsi agitare in questi giorni. Il Consiglio deve votare in assoluta coscienza e obiettivamente valutando. È del tutto evidente che non scaglio minacce o anatemi…, sono sereno sull’esito del voto e qualunque esso sia lo rispetterò. Sarebbe pericoloso e irrituale esercitare simili pressioni, che rientrerebbero direttamente nei confini della giustizia penale…”!

Russo conclude: “questa serenità, tuttavia, non mi esime dal ricordare che, partendo dall’esito della votazione, difenderò fino allo stremo e senza alcun tentennamento e in tutte le sedi il mio diritto costituzionale all’elettorato passivo, e quindi alla surroga in Consiglio comunale per come è stato fatto insorgere dalla presentazione della delibera di contestazione a Croce. Un percorso di difesa del mio diritto che forse non sarebbe breve o facile ma che, certo della correttezza formale e normativa della delibera presentata, percorrerei in tutte le sedi e con tutte le misure previste dall’ordinamento a tutela dei miei diritti”.