Ha anche cercato di difendersi Caterina Pappalardo, la donna di 62 anni uccisa nella mattinata del 14 gennaio 2025 a Messina in via Cesare Battisti, 272… dal figlio 26enne Giosuè Fogliani… al culmine di un violento litigio: è stata colpita con più di cinquanta coltellate che l’hanno raggiunta in tutto il corpo… giovedì 16 gennaio, si è svolta l’autopsia, eseguita dal medico legale Elvira Ventura Spagnolo… un esame lungo e complesso cominciato a metà pomeriggio e andato avanti fino a tarda sera.
Il medico legale ha eseguito una Tac ed una serie di accertamenti per poter rispondere ai diversi quesiti che il magistrato le ha posto per chiarire la dinamica dell’omicidio: la donna ha diverse ferite anche da difesa… conclusi gli accertamenti, la salma sarà presto restituita ai familiari per i funerali… un massacro scatenato da una lite per denaro Secondo le prime ricostruzioni, la tragedia sarebbe stata originata da una richiesta di denaro che la donna non ha potuto soddisfare.
Giosuè Fogliani, descritto dai vicini come un ragazzo riservato e problematico, viveva da solo nell’appartamento in cui è avvenuto l’omicidio. La madre si era trasferita altrove, in una casa vicina al mare, ma martedì era tornata per un confronto che si è concluso in modo tragico. Gli agenti della Polizia di Stato, guidati dal dirigente Vittorio La Torre, stanno analizzando ogni aspetto della vita del giovane per comprendere le motivazioni dietro il gesto.
Tra gli elementi emersi, il ritrovamento nell’abitazione del coltello usato per l’omicidio e di tre bombolette di spray urticante, una delle quali utilizzata per immobilizzare la vittima prima dell’aggressione. Un lavoro certosino per ricostruire la trama dei suoi rapporti ed interessi ma anche per capire i rapporti con la madre.
Giosuè Fogliani è apparso confuso e poco lucido, ieri mattina, nel corso dell’interrogatorio davanti al Gip (del Tribunale) che si è tenuto nel carcere di Gazzi dove il giovane è rinchiuso da martedì sera. Dopo la confessione fatta davanti agli investigatori e ai poliziotti della Squadra Mobile, il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il suo legale, l’avvocato Oleg Traclò che va ad aggiungersi nella difesa all’avvocato Daniele Straface, ha spiegato che il giovane ha fatto scena muta non tanto per sottrarsi al confronto con il Giudice quanto perché è apparso «in forte stato confusionale – ha detto il legale – anche nel fornire al giudice le sue generalità, ha dato risposte frammentate».
Per il legale si profila la strada della perizia psichiatrica: «Sono stato appena nominato ma non escludo di presentare alla Procura della Repubblica la richiesta di una perizia psichiatrica , molte persone che lo conoscono parlano di una personalità particolare con capacità cognitive ed emotive fortemente minate per questo credo che chiederemo una perizia psichiatrica».
Giosuè Fogliani aveva parlato per ore, martedì pomeriggio, nel lungo confronto con il sostituto procuratore Massimo Trifirò, il magistrato che cura l’inchiesta, insieme agli investigatori della Squadra Mobile. Un interrogatorio nel corso del quale aveva ammesso di aver ucciso la madre al culmine di un violento litigio colpendola con un coltello che poi è stato trovato dalla Polizia nell’appartamento di via Cesare Battisti insieme allo spray urticante usato per stordire la madre.
Foto: tratta…, da… www.gazzettadelsud.it!



