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L’inchiesta dei magistrati della Procura della Repubblica di Messina…, sulle morti sospette all’ospedale Papardo, di pazienti colpiti da infezioni batteriche dopo interventi effettuati nel reparto di Cardiochirurgia, va avanti: il prossimo step da attendere è probabilmente il responso della consulenza sulle valvole cardiache che sono state impiantate nei pazienti che sono poi deceduti

DOPO LA PRIMA DENUNCIA, ERAVAMO AD OTTOBRE DEL 2024, IL SUCCESSIVO 23 NOVEMBRE L’INCHIESTA HA PORTATO AL SEQUESTRO DELLE DUE SALE OPERATORIE DI CARDIOCHIRURGIA DA PARTE DEI CARABINIERI DEI NAS..., IN DATA 16 GENNAIO 2025 GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI DEL TRIBUNALE, LA DOTTORESSA TIZIANA LEANZA SU DOMANDA DEGLI STESSI ERMELLINI INQUIRENTI DELLA PROCURA HA DISSEQUESTRATO GLI AMBIENTI INIZIALMENTE SEQUESTRATI

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L’inchiesta dei magistrati della Procura della Repubblica di Messina…, sulle morti sospette all’ospedale Papardo, di pazienti colpiti da infezioni batteriche dopo interventi effettuati nel reparto di Cardiochirurgia, va avanti: il prossimo step da attendere è probabilmente il responso della consulenza sulle valvole cardiache che sono state impiantate nei pazienti che sono poi deceduti.

Se la perizia escluderà per esempio difetti di fabbricazione o malfunzionamenti, il cerchio della responsabilità penale si restringerà alla “casuale batterica”, e bisognerà capire dove i vari pazienti deceduti hanno contratto le infezioni. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e affidata alle sostitute Annamaria Arena e Alice Parialò. Dopo la prima denuncia, eravamo ad ottobre del 2024, il successivo 23 novembre l’inchiesta ha portato al sequestro delle due sale operatorie di Cardiochirurgia da parte dei carabinieri dei Nas…, in data 16 gennaio 2025 giudice per le indagini preliminari del Tribunale, la dottoressa Tiziana Leanza su domanda degli stessi ermellini inquirenti della Procura ha dissequestrato gli ambienti inizialmente sequestrati.

Un sequestro richiesto dall’ufficio inquirente diretto dal procuratore Antonio D’Amato e accordato dalla gip Tiziana Leanza sulla base di una serie di evidenze investigative ritenute valide. Il quadro già emerso nella prima fase dell’indagine, con la prima tornata di controlli e il prelevamento di campioni a metà ottobre, parlava infatti in estrema sintesi di acqua contaminata, rubinetti senza filtri e strumenti non sterili.