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Dopo il “No” del questore ai pregiudicati di mafia come portatori a Porto Empedocle: “No” a portatori pregiudicati per associazione mafiosa o altri gravissimi reati; “No” ad inchini del Santo davanti alle case dei boss

IL QUESTORE DI AGRIGENTO, EMANUELE RICIFARI ERA STATO CATEGORICO..., NESSUNA INFILTRAZIONE DA PARTE DI CRIMINALI NELLE FESTE PATRONALI E RELIGIOSE. PER EVITARE CHE POCHE DECINE DI PERSONE CONDIZIONASSERO I RITI IN ONORE DI SAN CALOGERO A PORTO EMPEDOCLE, PIAZZA E TRAGITTO DELLA PROCESSIONE SONO STATE BLINDATE

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Dopo il “No” del questore ai pregiudicati di mafia come portatori a Porto Empedocle: “No” a portatori pregiudicati per associazione mafiosa o altri gravissimi reati; “No” ad inchini del Santo davanti alle case dei boss. Il questore di Agrigento, Emanuele Ricifari era stato categorico…, nessuna infiltrazione da parte di criminali nelle feste patronali e religiose. Per evitare che poche decine di persone condizionassero i riti in onore di San Calogero a Porto Empedocle, piazza e tragitto della processione sono state blindate.

E il corteo, con il Santo di origini africane venerato in provincia, si è svolto senza alcun disordine. I portatori del simulacro, autorizzati dalla Questura, alla fine, nonostante l’incertezza che è durata fino a stamattina quando si pensava anche di utilizzare un camion per poter fare la processione, si sono presentati e la statua del Santo, portato in spalla, ha attraversato le strade della città marinara.

A controllare l’identità di chi si è avvicendato nel portare a spalla San Calò sono stati poliziotti del commissariato “Frontiera” e quelli della Squadra Mobile. Venerdì sera, invece, dopo il forfait della stragrande maggioranza dei portatori, il simulacro era stato portato, nel breve tragitto dalla casa dei portuali alla chiesa Madre, dagli organizzatori. La Questura aveva chiesto nelle settimane scorse l’elenco dei nominativi dei portatori e le autocertificazioni per assenza di gravi precedenti penali. Quattordici su 90, aveva rivelato Ricifari, si sono però opposti, arrivando addirittura alle minacce. La partecipazione alla processione è di massa…, ci sono anche devoti arrivati da oltre oceano, che hanno espresso soddisfazione e hanno ringraziato i poliziotti.

“Per garantire l’ordine pubblico, assicurando che la processione del Santo nero si facesse all’insegna di regole e prescrizioni, è stato predisposto un ingente schieramento di forze dell’ordine. Per le processioni di ieri sera e di oggi non vi sono avvisaglie di rischi o di improvvisi ammutinamenti da parte dei portatori, ma i controlli resteranno rigidi e sistematici. Perché, spiega il Questore, anche le processioni religiose devono svolgersi nel rispetto di regole e prescrizioni e certa gente – ha ribadito Ricifari – va isolata”.

Fra i presenti anche il prefetto di Agrigento: “ho voluto rendere omaggio a una tradizione popolare antica – ha detto Filippo Romano – e manifestare vicinanza a una comunità che è interessata dalla tematica dell’immigrazione. Da Porto Empedocle passano i migranti, San Calogero è un santo nero, è un santo che esprime l’apertura dei siciliani e del popolo dei ‘marinisi’ nei confronti dell’altro”.

Romano, assieme al sindaco Calogero Martello, si è soffermato in un panificio del piano Lanterna per assaggiare i tradizionali panini all’anice: “la festa si è svolta regolarmente – ha osservato il prefetto – la cittadinanza ha dimostrato un alto grado di civiltà, non c’è stato alcun problema, le disposizioni della Questura sono state rispettate con un rinnovato accordo fra il comitato dei portatori e la dirigente del commissariato, il vice questore Chiara Sciarabba”.