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Due telefonate al 112, a distanza di pochi secondi l’una dall’altra: nella prima si sentono solo rumori di sottofondo, tipici di una violenta lite in casa, ma nessuno parla, anzi riaggancia… passano pochi secondi e ne arriva una seconda, dallo stesso numero

IL CARABINIERE INTUISCE CHE DALL’ALTRA PARTE C’È UNA BAMBINA E LE CHIEDE COME STA... "STO BENE MA C’È MIO PADRE CHE HA DATO UNA BOTTA IN TESTA A MAMMA"... ECCO COME È ANDATA LA RICHIESTA DI AIUTO DELLA BAMBINA DI SETTE ANNI CHE, VENERDI SCORSO, A FALCONARA, HA CHIAMATO IL NUMERO UNICO DI EMERGENZA CON IL CELLULARE DELLA MADRE, FACENDO ARRIVARE IN POCO TEMPO UNA PATTUGLIA DEI MILITARI DEL NORM IN CASA

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Testo…, tratto da… www.ilrestodelcarlino.it!

Due telefonate al 112, a distanza di pochi secondi l’una dall’altra: nella prima si sentono solo rumori di sottofondo, tipici di una violenta lite in casa, ma nessuno parla, anzi riaggancia… passano pochi secondi e ne arriva una seconda, dallo stesso numero.

Il carabiniere intuisce che dall’altra parte c’è una bambina e le chiede come sta… “Sto bene ma c’è mio padre che ha dato una botta in testa a mamma”… ecco come è andata la richiesta di aiuto della bambina di sette anni che, venerdi scorso, a Falconara, ha chiamato il numero unico di emergenza con il cellulare della madre, facendo arrivare in poco tempo una pattuglia dei militari del Norm in casa.

Un intervento tempestivo che ha salvato la donna, una 34enne nigeriana, da un pestaggio violento del marito, 39 anni, suo connazionale, arrestato in flagranza di reato per lesioni e maltrattamenti aggravati in famiglia. A raccontare quel breve colloquio telefonico è stato l’appuntato Michele Ceciliani, carabiniere ad Ancona, intervistato dal Tg1 e ripreso poi ieri, dal Tg Marche. La chiamata al numero unico di emergenza è arrivata attorno alle 16, appena due ore dopo che la donna si era recata alla Tenenza dei carabinieri di Falconara per sporgere denuncia contro il coniuge perché erano diversi anni che veniva maltrattata.

“Abbiamo capito che si trattava di una lite – ha riferito Ceciliani – si sentivano le urla. Alle prime domande però non c’è stata data risposta e la telefonata si è interrotta così. Poi ne è arrivata una seconda”. Il carabiniere ha intuito che dall’altra parte della cornetta si trovava una bambina che aveva timore di parlare.

“Ho usato un linguaggio più da padre – ha proseguito il militare – e da lì la bambina, che inizialmente era silenziosa, mi ha risposto e ha iniziato a raccontarmi tutto. Mi ha detto ’sto bene ma mio padre ha dato una botta in testa a mamma’”.

Dalla telefonata è stato possibile localizzare il luogo da dove veniva fatta la chiamata, era Falconara. In breve si è risaliti all’indirizzo dell’abitazione e anche alla denuncia fatta poche ore prima dalla 34enne. E’ stata inviata una pattuglia sul posto e i militari sono arrivati che le percosse sulla donna erano ancora in corso.

A spingere la piccola a comporre il 112 sarebbe stata la storia di Giulia Cecchettin, uccisa a 22 anni dall’ex fidanzato, in Veneto. L’esposizione mediatica del caso, molto recente, e il continuo tam tam su cosa fare e chi chiamare se una donna si trova in difficoltà devono aver fatto memorizzare alla bambina il numero 112 e salvare così la sua mamma.

Lunedi l’arresto per il padre è stato convalidato in carcere, a Montacuto, dove per ora rimarrà in misura cautelare. Davanti al gip Carlo Masini si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’uomo avrebbe minacciato anche di uccidere la moglie e poi di uccidersi di conseguenza. Alla donna e al suoi tre figli, oltre alla piccola di 7 anni il nucleo familiare è composto da altri due fratelli (uno più piccolo e l’altro non era in casa al momento dei fatti) sta provvedendo il Comune di Falconara.