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“Ho presentato un’interrogazione urgente alla Regione Sicilia per un caso che non posso ignorare e che mi indigna profondamente: Un bambino di 11 anni con autismo grave (livello 3), seguito quotidianamente da insegnante di sostegno, assistente alla comunicazione, educatore e assistente igienico-sanitario, è stato sospeso per 5 giorni dalla scuola media ‘Manzoni – Dina e Clarenza’ di Messina”

LO HA RESO NOTO IERI, MATTEO SCIOTTO, IL DEPUTATO MESSINESE DI 'SUD CHIAMA NORD' PRESSO L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA A PALERMO

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“Ho presentato un’interrogazione urgente alla Regione Sicilia per un caso che non posso ignorare e che mi indigna profondamente: Un bambino di 11 anni con autismo grave (livello 3), seguito quotidianamente da insegnante di sostegno, assistente alla comunicazione, educatore e assistente igienico-sanitario, è stato sospeso per 5 giorni dalla scuola media ‘Manzoni – Dina e Clarenza’ di Messina”. Lo ha reso noto ieri, Matteo Sciotto, il deputato messinese di ‘Sud chiama Nord’ presso l’Assemblea regionale siciliana a Palermo.

Così prosegue il testo diffuso da Sciotto
“Il motivo? Un gesto inappropriato verso una compagna che, secondo gli specialisti che lo seguono, il bambino non è in grado di comprendere nella sua portata, proprio a causa della sua grave compromissione delle capacità socio-relazionali”;

“Eppure il Dirigente scolastico ha irrogato una sospensione con la motivazione di ‘indurre l’allievo a una seria riflessione’. Questo non è solo un errore pedagogico gravissimo. È una violazione della dignità di un bambino fragile e dei principi di inclusione scolastica che dovremmo tutti tutelare”;

“Per questo ho chiesto:
✅ L’invio immediato di ispettori scolastici presso l’Istituto
✅ La verifica della legittimità del provvedimento disciplinare
✅ L’accertamento del rispetto dei protocolli per alunni con disturbo dello spettro autistico grave
✅ Misure consequenziali, anche disciplinari, se emergeranno violazioni dei diritti dell’alunno”;

“La scuola deve essere un luogo di inclusione, non di punizione per i bambini con disabilità grave; loro hanno diritto a un’educazione rispettosa delle loro condizioni, non a sanzioni che li umiliano senza senso”.