Testo… tratto da, www.gazzettadelsud.it!
I giudici del tribunale del Riesame scrivono di «… molteplicità, risalenza, e costanza di condotte illecite accertate» nella gestione del Centro di smaltimento: una gestione d’azienda che in pratica aveva portato secondo l’accusa, ancora una volta, ancora a Messina, allo «… sfruttamento criminale del torrente Guidari attraverso la gestione organizzata e spregiudicata di una imponente quantità di rifiuti di ogni genere, speciali e pericolosi, al fine di ottenere ingenti illeciti profitti».
Ed è sostanzialmente per questo motivo che i giudici del Riesame hanno accolto l’appello della Procura e disposto il sequestro di una vasta area al Vallone Guidara, frazione di Forte Cavalli, con al centro la ditta di smaltimento degli imprenditori Salvatore, Giuseppe e Massimiliano Croce… provvedimento che è stato eseguito ieri mattina.
Già nei mesi scorsi, dopo le risultanze di un’indagine partita nel 2023, l’ufficio inquirente diretto da Antonio D’Amato aveva chiesto al gip gli arresti domiciliari per i tre imprenditori e il sequestro dell’azienda e del sito. Ma il gip a luglio scorso aveva detto “no” alle richieste. Da qui l’appello della Distrettuale antimafia ai giudici del Riesame, che hanno accolto l’istanza e disposto il sequestro. E tra l’altro bisogna dire che per la vicenda è in corso anche un incidente probatorio davanti al gip per il confronto accusa-difesa.
Complessivamente nell’inchiesta ci sono 11 indagati: oltre ai tre imprenditori Croce risultano coinvolti l’imprenditore-autotrasportatore Carmelo Brunetta, i conferitori di rifiuti Giuseppe Brunetta e Giorgio Visalli, gli autotrasportatori-conferitori Biagio Aloisio, Giuseppe Roberti e Luciano Musarra, e infine i dipendenti della ditta Croce Abdelouafi Enassiri e Sebastiano Ferrara.
I reati contestati dai magistrati, a vario titolo, sono l’attività organizzata di traffico illecito di rifiuti, commessa in concorso dagli imprenditori Croce, il titolare Salvatore e i figli Massimiliano e Giuseppe, considerati gestori di fatto del complesso aziendale, il disastro ambientale. L’arco temporale di contestazione va dal 2020 e fino ad oggi.



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