Le telecamere di videosorveglianza del liceo Basile di contrada Conca d’Oro a Messina, hanno permesso agli inquirenti di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione avvenuta martedì scorso ai danni di una studentessa di 17 anni. Grazie ai filmati – già acquisiti dalla Procura per i minorenni – è stata identificata una delle due ragazze responsabili del pestaggio… fino allo scorso anno frequentava proprio quell’istituto e ne conosceva bene ambienti, percorsi e personale, inclusa la docente di oreficeria coinvolta suo malgrado nella vicenda.
La ricostruzione dei fatti
Erano le 13:58 quando il pulmino della Messinaservizi, martedì scorso, è uscito dal parcheggio del liceo Basile. Pochi secondi, il tempo dell’apertura e della chiusura del cancello elettronico, sufficienti per le due ragazze che hanno poi aggredito la 17enne, per entrare nel cortile della scuola. A riprendere tutta la scena le telecamere di videosorveglianza all’esterno del plesso. Fotogrammi che – insieme al racconto della vittima – hanno consentito di identificare immediatamente una di loro, visto che frequentava quell’istituto sino allo scorso anno. E quindi conosceva bene percorsi, abitudini, classi e nomi dei professori. Compreso quello della professoressa di oreficeria.
Secondo la rappresentazione del fatto accaduto, specificata nella denuncia presentata dai membri della famiglia della giovane assalita, i fatti sarebbero andati così… durante la settima ora, l’amica dell’ex alunna bussa alla porta della classe. «La professoressa di oreficeria la vuole giù», dice. La docente presente si insospettisce e chiede chi sia la ragazza. «Sono del primo anno», risponde. In un istituto con circa 500 studenti, non riconoscere tutti gli alunni può sembrare plausibile, e l’insegnante acconsente. Una volta al piano inferiore, la 17enne viene accompagnata con la scusa del bagno, dove l’ex compagna l’attende. Partono calci, schiaffi, tutto ripreso in un video. Le urla richiamano studenti, docenti impegnati nella vicina palestra e collaboratori scolastici, che accorrono interrompendo il pestaggio.
Tutto quanto, insomma, è servito a pianificare quel raid punitivo, quasi “anticipato” dai messaggi inviati alla ragazza la sera della domenica precedente. Messaggi ai quali la 17enne non aveva risposto. Mai pensava si potesse arrivare a tanto.
Le indagini
La madre della vittima aveva lasciato la scuola soltanto pochi minuti prima dell’aggressione, dopo aver consegnato della documentazione in segreteria. «Il tempo di rientrare a casa e ho ricevuto la telefonata della scuola…», ha raccontato. Il fascicolo sull’episodio è ora nelle mani della Procura per i minorenni, che deciderà tempi e modalità di ascolto delle due adolescenti. Potrebbero essere convocati anche specialisti, qualora ritenuto necessario. Non è escluso che venga avviato un approfondimento sul contesto familiare e sociale delle due ragazze, che oggi frequentano un altro liceo cittadino. Al momento, non risultano ancora formalizzate accuse nei loro confronti.



