“Le prevaricazioni della magistratura sulla famiglia del bosco sono l’emblema dell’arroganza e della illegalità costituzionale che domina il nostro sistema giudiziario: La giustizia è come la morte… fino a quando riguarda altri, i guai che produce non interessano a nessuno e ci accorgiamo delle sue nefandezze quando siamo toccati personalmente”. Lo ha scritto nelle ore scorse, sulla propria omonima Pagina Facebook, l’avvocato romano Carlo Taormina.
In tal modo prosegue il testo di Taormina
“La violenza esercitata su quella famiglia è solo la punta dell’iceberg perché è tutto così e sono rarissime le eccezioni di magistrati che si comportano osservando la legge e rispettando i diritti dei cittadini. I soprusi che si consumano quotidianamente contro la famiglia e contro i minori sono conseguenza di uno strapotere statale e di una malvagia ingerenza nei rapporti tra coniugi, tra coniugi e figli e nella vita dei minori che non è degna del rispetto dei diritti personalissimi e della libertà da qualsiasi imposizione dei diritti individuali e della famiglia che devono essere gestiti dai cittadini secondo i loro costumi, le loro idee e la loro moralità”.
“Solo comportamenti criminosi possono autorizzare lo Stato ad intervenire. I rapporti coniugali sono dei coniugi e i figli debbono poter essere educati come vogliono padre e madre che sono soltanto un uomo e una donna e non due uomini o due donne. La magistratura, fedele interprete di questa invasione dello Stato nella vita privata, ci mette del proprio per accrescere il suo potere e per conculcare le libertà costituzionalmente protette”.
“La giustizia minorile, fatta di magistrati poco motivati, di una rete di assistenti sociali vergognosa che esercitano la loro funzione con autentica cattiveria e con una sorta di cinismo, soprattutto per i casi di sospensione delle responsabilità genitoriali dove se ne vedono di tutti i colori, esigono una riforma globale nella quale i provvedimenti drastici devono costituire una autentica eccezione e dove le famiglie devono essere accompagnate e non criminalizzate. La famiglia del bosco è vittima di un vero e proprio vilipendio dei propri diritti naturali e i bimbi sono aggetto di un vero e proprio sequestro di persona”.



