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“Mi chiamo Marco Sorbara: Nel gennaio 2019 la mia vita è cambiata per sempre… la Commissione Speciale Antimafia mi ha accusato di un crimine che non ho commesso, concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito del processo Geenna. In un attimo, mi sono ritrovato dietro le sbarre… 909 giorni di custodia cautelare, 214 giorni in carcere, 45 in isolamento” [Video]

LO HA RIFERITO NELLE SETTIMANE SCORSE SULLA SUA OMONIMA PAGINA FACEBOOK 'MARCO SORBARA' L'EX GIOCATORE DI HOCKEY DI SERIA A, NONCHÉ DOTTORE COMMERCIALISTA, REVISORE DEI CONTI, NATO AD AOSTA IL 26 APRILE 1970, È STATO ASSESSORE ALLA SANITÀ, POLITICHE SOCIALI E ABITATIVE DELLA VALLE D'AOSTA E CONSIGLIERE REGIONALE

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“Mi chiamo Marco Sorbara: Nel gennaio 2019 la mia vita è cambiata per sempre… la Commissione Speciale Antimafia mi ha accusato di un crimine che non ho commesso, concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito del processo Geenna. In un attimo, mi sono ritrovato dietro le sbarre… 909 giorni di custodia cautelare, 214 giorni in carcere, 45 in isolamento”. Lo ha riferito nelle settimane scorse sulla sua omonima Pagina Facebook ‘Marco Sorbara’ l’ex giocatore di Hockey di Seria A, nonché dottore commercialista, revisore dei Conti, nato ad Aosta il 26 aprile 1970, è stato assessore alla sanità, politiche sociali e abitative della Valle d’Aosta e consigliere regionale.

Così prosegue il testo diffuso da Sorbara:

  • “La mia cella era larga quattro passi e lunga due. Contavo i muri, i minuti, le ore. Pensavo spesso che non ce l’avrei fatta. Ho tentato il suicidio, legando una treccia di lenzuolo e guardando se resistesse. Ma qualcosa dentro mi ha spinto a restare, per mia madre, per mio fratello, per la giustizia che – prima o poi – avrebbe dovuto riconoscere la verità.Ho perso tutto… la reputazione, il lavoro da commercialista, la fiducia di amici e colleghi”;
  • “In primo grado sono stato condannato a 10 anni, su una montatura senza prove. Mi hanno sospeso dall’ordine dei commercialisti e respinto dalle banche. Mi sono ritrovato solo. Ma non mi sono arreso. Ho letto 105 libri, scritto, pregato, ripetuto ogni giorno rituali che mi dessero dignità. Facevo ginnastica in cella… flessioni, addominali, sbucciavo un mandarino, contavo spicchi e semi… un atto che mi ricordava che ero ancora vivo, ancora umano”;
  • “Poi, la verità ha trionfato. In appello (luglio 2021) la Corte di Torino mi ha assolto: «il fatto non sussiste». Ma solo nel gennaio 2023 la Cassazione ha reso definitiva l’assoluzione, dichiarando inammissibile il ricorso della Procura generale. Finisce qui il mio incubo giudiziario. Oggi vivo una nuova vita. Sono diventato “ambasciatore del perdono”, parlo nelle scuole e nelle carceri con il progetto “La Gabbia Invisibile”, racconto ai giovani che anche dalla sofferenza può nascere la speranza”;
  • “Ho ripreso il mio impegno in politica: a luglio 2025 ho scelto di tornare al servizio della mia comunità entrando in Forza Italia Valle d’Aosta, incontrando Antonio Tajani. Voglio che la mia storia sia una lezione… non si può piegare un uomo innocente con la paura, la diffamazione e l’ingiustizia. La libertà è un diritto che brucia dentro e non si cancella col carcere”;
  • “Non esiste risarcimento per un solo giorno di detenzione ingiusta, figuriamoci per 909. Ma la dignità si costruisce ogni giorno, con la speranza, con l’etica, con la verità che vince sempre, anche quando sembra impossibile. Con affetto, seguimi per conoscere ancora meglio tutta la mia storia. Marco #storiedivita #giustizia #speranza #perdono”.