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Negli scorsi giorni, I poliziotti delle #Volanti sono intervenuti presso una Chiesa della zona nord della città di Messina, per la segnalazione di un furto

GLI AGENTI DELLA POLIZIA DI STATO, HANNO IDENTIFICATO E DENUNCIATO IL LADRO RESPONSABILE UN CINQUANTUNENNE DI ENNA SENZA FISSA DIMORA CHE AVREBBE RUBATO I SOLDI CONTENUTI IN UNA CASSETTA DELLE OFFERTE ESISTENTE NEL LUOGO SACRO, OLTRE AD ASPORTARE IL CELLULARE DEL PARROCO DENUNCIANTE

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Negli scorsi giorni, le #Volanti sono intervenute presso una Chiesa della zona nord della città per la segnalazione di un furto. In particolare, il parroco della parrocchia dichiarava ai poliziotti di aver subìto il furto del proprio telefono cellulare e di pochi euro conservati all’interno della cassetta delle offerte.

Il ladro, infatti, dopo aver forzato il candeliere delle offerte, aveva asportato quanto era stato lasciato dai fedeli. Inoltre, entrato all’interno della Sacrestia, si impossessava del telefono del parroco. Quest’ultimo dichiarava ai poliziotti di essersi allontanato dalla Chiesa dopo la funzione religiosa della mattina e, rientrando, aveva visto un uomo allontanarsi velocemente. Insospettito da quella fuga, entrava nel luogo di culto riscontrando la forzatura della cassetta e l’ammanco delle monete versate dai fedeli, nonché la mancanza del telefono cellulare posto sopra la scrivania del proprio ufficio.

A seguito di ulteriori accertamenti, i poliziotti dell’U.P.G.S.P. della Questura di Messina riuscivano, anche tramite i sistemi di videosorveglianza, ad indentificare il ladro per un cinquantunenne pluripregiudicato residente nella provincia di Enna ma, di fatto, senza fissa dimora. L’uomo, intercettato due giorni dopo il furto durante l’attività di controllo del territorio, alla vista dei poliziotti mostrava sin da subito segni di insofferenza, dichiarando di trovarsi a Messina da qualche mese, fin quando non ammetteva il furto commesso in Chiesa.

Per tali ragioni, l’uomo veniva denunciato per furto aggravato. Inoltre, a seguito di attività istruttoria svolta dalla #Divisione #Anticrimine della Questura di Messina, nei suoi confronti veniva predisposto un foglio di via obbligatorio, a firma del Questore, che lo obbliga a fare ritorno nel suo Comune di residenza vietandogli di fare ritorno nel Comune di Messina per un periodo di tre anni.