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Nelle ultime due settimane, i giudici del Tribunale di Messina, sezione misure di prevenzione, hanno adottato su conforme richiesta dei magistrati della procura della Repubblica di Sede un provvedimento di confisca di beni illecitamente acquisiti assicurando le casse dello stato l’importo complessivo di oltre 350mila euro

L’AGGRESSIONE AL PATRIMONIO ILLECITAMENTE ACCUMULATO COSTITUISCE UNO DEI PRINCIPALI OBIETTIVI PERSEGUITI DA QUESTA PROCURA: A TAL FINE È STATO CREATO IL GRUPPO MISURE DI PREVENZIONE CHE TRATTA LE MISURE DI PREVENZIONE ORDINARIE ANTIMAFIA COMPRESE QUELLE PATRIMONIALI... IN QUESTO CONTESTO SI COLLOCA IL DECRETO ESTESO CHE HA RIGUARDATO BENI RICONDUCIBILI AD UN PREGIUDICATO MESSINESE ATTUALMENTE DETENUTO, IL QUALE È STATO SOTTOPOSTO ANCHE ALLA MISURA DI PREVENZIONE PERSONALE DELLA SORVEGLIANZA SPECIALE DI PS CON OBBLIGO DI SOGGIORNO

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Nelle ultime due settimane, i giudici del Tribunale di Messina, sezione misure di prevenzione, hanno adottato su conforme richiesta dei magistrati della procura della Repubblica di Sede un provvedimento di confisca di beni illecitamente acquisiti assicurando le casse dello stato l’importo complessivo di oltre 350mila euro.

L’aggressione al patrimonio illecitamente accumulato costituisce uno dei principali obiettivi perseguiti da questa procura: a tal fine è stato creato il gruppo misure di prevenzione che tratta le misure di prevenzione ordinarie antimafia comprese quelle patrimoniali… in questo contesto si colloca il decreto esteso che ha riguardato beni riconducibili ad un pregiudicato messinese attualmente detenuto, il quale è stato sottoposto anche alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di PS con obbligo di soggiorno.

Il provvedimento scaturisce dagli accertamenti di carattere patrimoniale svolti dai carabinieri del nucleo investigativo di Messina, che hanno consentito di documentare come l’uomo, coinvolto in passato in plurime vicende giudiziarie, avesse accumulato nel tempo un patrimonio risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati da lui e dei suoi familiari. In particolare dal 1992 al 2018, il proposto nell’ambito di diversi procedimenti penali, era stato condannato con sentenze definitive per vari reati, tra cui e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, rapina, furto, lesioni personali e detenzione illegali di armi punto per ultimo, il 30 aprile 2021 l’uomo era stato arrestato in flagranza di reato per estorsione aggravata dal metodo mafioso, nell’ambito di un’indagine condotta dai carabinieri sotto il coordinamento di questa direzione distrettuale antimafia, venendo poi condannato.

Dalle investigazioni, avviate immediatamente dopo la denuncia della vittima era emerso che il proposto, a partire dal 2016, avrebbe costretto, con ripetute vessazioni, minacce e violenze, attuate anche con l’uso delle armi, un imprenditore edile a corrispondergli periodicamente a titolo estorsivo, diverse somme di denaro, richiedendogli altresì, senza alcun compenso, i lavori per la costruzione di un fabbricato oltre a numerose forniture di materiale edile. La confisca ha riguardato numero 6 abitazioni e numero un terreno agricolo, situati a Messina, oltre a cinque veicoli per un valore complessivo stimato di circa 350.000 mila euro.

Quanto sopra ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito, precisando che il provvedimento di confisca adottato può essere modificato o annullato attraverso il ricorso agli ordinari mezzi di impugnazione che tali successivi gradi di giudizio, sempre nel contraddittorio fra accuse e difesa davanti al giudice III imparziale, possono anche concludersi con l’esclusione di qualsiasi forma di responsabilità e la restituzione dei beni e gli aventi diritto.