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Soffriva di ernia ombelicale la 52enne Anna Maria Freni: almeno è questa la patologia di cui hanno parlato con i familiari i medici che hanno trattato il suo caso… e il 12 marzo scorso è arrivata al pronto soccorso del Policlinico di Messina accompagnata dal marito «a seguito dei dolori che la stessa accusava all’addome»

LA DONNA È DECEDUTA LO SCORSO 19 MAGGIO (DOPO IL TRISTE TRASFERIMENTO IN RIANIMAZIONE) ALL'AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA GAETANO MARTINO DI VIALE GAZZI, DOPO ESSERE STATA SOTTOPOSTA A PIÙ DI TRE INTERVENTI CHIRURGICI (ESEGUITI ALLA CHIRURGIA D'URGENZA DEL PADIGLIONE F)

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Soffriva di ernia ombelicale la 52enne Anna Maria Freni: almeno è questa la patologia di cui hanno parlato con i familiari i medici che hanno trattato il suo caso… e il 12 marzo scorso è arrivata al pronto soccorso del Policlinico di Messina accompagnata dal marito «a seguito dei dolori che la stessa accusava all’addome». La donna è deceduta lo scorso 19 maggio (dopo il triste trasferimento in Rianimazione) all’Azienda Ospedaliera Universitaria Gaetano Martino di viale Gazzi, dopo essere stata sottoposta a più di tre interventi chirurgici (eseguiti alla Chirurgia d’urgenza del padiglione F).

Il marito, assistito dall’avvocato Giuseppe Germanà Bozza, ha presentato una formale denuncia querela per omicidio colposo alla Polizia di Stato e adesso chiede di far luce su quanto accaduto… sottolineando che:

  • “Tutto inizia lo scorso 12 marzo… la donna, accusa forti dolori all’addome e nel tardo pomeriggio viene trasportata in ambulanza al Policlinico… i medici del pronto soccorso svolgono i primi accertamenti, poi il trasferimento in Chirurgia e la decisione di intervenire chirurgicamente la mattina seguente per una sospetta ernia ombelicale… l’operazione dura alcune ore, i medici spiegano ai parenti di aver asportato una piccola parte di intestino”;
  • “La 52enne si riprende senza alcun apparente problema dall’operazione. Ma a sette giorni dall’operazione, durante una Tac, il personale sanitario si accorge di una possibile scucitura di un punto di sutura applicato all’intestino. Quindi la necessità di sottoporre la paziente ad un altro intervento chirurgico che risulta riuscito. Ma il giorno successivo la 52enne accusa dolori addominali mentre i familiari notano stomaco e arti visibilmente gonfi. Per i medici, come riferito dal marito della sfortunata donna, si tratta di normali sintomi post intervento”;
  • “La situazione peggiora. Il 30 marzo la donna accusa sanguinamento alla ferita causata dall’operazione e torna sotto i ferri per la terza volta in pochi giorni. Ma i sintomi non passano e sopraggiunge anche la febbre. Un peggioramento dello stato di salute che, così come denunciato alla polizia, secondo il personale sanitario avrebbe avuto solo cause psicologiche, tanto da richiedere un consulto con uno specialista”;
  • ” I primi di aprile tutto precipita. La donna, riferiscono i familiari, contrae alcune infezioni durante il ricovero. Un’ulteriore Tac evidenzia ‘gravi problemi all’intestino’, i medici del reparto di Chirurgia decidono di sottoporre la donna ad un’altra operazione al termine della quale la 52enne viene trasportata in Rianimazione per le complicanze dei precedenti interventi che avrebbero compromesso gravemente il suo stato di salute. La paziente non riesce più a riprendersi e il 19 maggio muore”.

I magistrati della Procura della Repubblica di Messina, hanno aperto un fascicolo di Inchiesta gestito dalla procuratrice Anna Maria Arena, la quale ha già disposto il ‘Sequestro delle cartelle cliniche’ e nelle prossime ore affiderà l’incarico ad un suo consulente per l’esecuzione dell’autopsia.

Testo: parzialmente tratto, da… www.messinatoday.it.