Testo…, tratto da… www.romatoday.it!
‘”Speriamo che dorme e che non sti arrivando”, “Non svegliate il can che dorme”, “Magari torna miracolato”, sono le frasi che tre insegnanti di Roma avrebbero scritto in una chat WhatsApp parlando di un loro scolaro, un bambino autistico che all’epoca dei fatti aveva appena 6 anni: era l’inizio di aprile del 2022 quando il caso venne denunciato all’associazione “La battaglia di Andrea” dopo che la mamma del piccolo lesse le conversazioni avvertita da una operatrice educativa… la donna denunciò il tutto alla procura tramite il suo avvocato Stefano Pisani…, un gruppo WhatsApp usato solo dalle maestre, secondo il legale della donna con “connotato denigratorio, discriminatorio e lesivo della dignità del bambino”‘.
Richiesta di archiviazione
A distanza di tre anni dai fatti, dopo una prima richiesta d’archiviazione dalla procura ne è arrivata una seconda in quanto, secondo i magistrati capitolini, le esternazioni “non trasmodano mai in esternazioni meramente denigratorie della reputazione del minore”. Chiusura del fascicolo a cui però si oppone la famiglia del bambino affetto da spettro autistico che tramite l’avvocato del foro di Napoli Sergio Pisani ha presentato istanza di opposizione all’archiviazione.
Opposizione all’archiviazione
“Le chat delle maestre – spiega l’avvocato al nostro giornale – ampiamente documentate mediante screenshot allegati alla denuncia in atti, manifestano un chiaro disprezzo nei confronti del minore, la cui assenza da scuola viene accolta con ilarità, sollievo e con emoticon beffarde. Al di la delle comunicazioni arrivate dagli uffici del giudice di Pace con un anno di ridarto e contrariamente a quanto sostiene il pm sono commenti che trascendono ogni normale manifestazione di disagio lavorativo e assumono un chiaro connotato denigratorio, discriminatorio e lesivo della dignità del bambino”.
Dovrebbe essere tutelato
“Le espressioni usate, non sono estemporanee, ma reiterate e condivise tra più partecipanti alla chat, risultano cariche di sarcasmo e disprezzo – spiega ancora l’avvocato Pisani – (“Non svegliate il can che dorme”, “speriamo che dorme”, “ansia”, “magari torna miracolato”) e denotano volontà di sminuire, ridicolizzare e stigmatizzare il minore per la sua condizione patologica, in un contesto lavorativo (scuola) dove invece egli dovrebbe essere tutelato. L’utilizzo di emoticon canzonatorie rafforza il tono offensivo e volontario, ben al di là di un generico malessere lavorativo”. “C’è purtroppo un vuoto normativo su questa vicenda che andrebbe colmato”.
L’associazione “La battaglia di Andrea”
Richiesta di archiviazione a cui si oppone anche l’associazione La battaglia di Andrea che sta assistendo la mamma del bambino dal 2022: “Siamo sconvolti e arrabbiati – dichiara la presidente Asia Maraucci -. Questa richiesta di archiviazione potrebbe creare un bruttissimo precedente in Italia che permetterebbe ad altri insegnanti di emulare il gesto di questi loro colleghi senza tutela alcuna per alunni disabili e familiari combatteremo insieme all’avvocato Sergio Pisani affinché sia data giustizia al piccolo”.



