Dopo l’udienza di ieri, durante la quale la pubblica accusa aveva chiesto la condanna a dieci mesi di reclusione per il reato di falso in atto pubblico, in relazione alla avvenuta nomina compiuta dalla sindaca di Roma Virginia Raggi in favore di Renato Marra (fratello dell’ex capo di Gabinetto del Campidoglio) al Dipartimento del Turismo del Municipio capitolino, nella seduta di stamane i difensori dell’imputata hanno chiesto la sua assoluzione.
Il giudice Ranazzi, al termine del dibattimento odierno è entrato in Camera di Consiglio annunciando che sarebbe stata breve.
Infatti alle ore 15 ha pronunciato la sentenza, in base all’articolo 530 comma 1 del Codice di procedura penale: “il fatto c’è ma non costituisce reato”.
Dunque, il primo cittadino della Capitale è stata assolta, presa dalla commozione alla lettura del dispositivo, ha abbracciato i suoi tre avvocati, ha baciato il marito ed ha stretto la mano al pubblico ministero Dall’Olio ed allo stesso magistrato estensore del provvedimento giudiziario.



